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lunedì, gennaio 30, 2006


Con una lettera, ciampi ordina di anticipare l'applicazione della «par condicio» già prima dello scioglimento delle camere.

Con questo intervento ciampi va contro la legge stessa, che appunto deve essere applicata solo dopo lo scioglimento della camere.
Non ci sono i presupposti per chiedere l'impeachment?

Visto i sondaggi, ciampi vuole dare una mano ai vincitori o meglio alla futura maggioranza del parlamento che, guarda caso, dovrà nominare il prossimo presidente della repubblica.

Il calcolo di ciampi è semplice: per la sinistra c'è il rischio di perdere l'elezioni all'ultimo sprint, il recente recupero di berlusconi ha fatto paura alla sinistra, inoltre alla scadenza del settennato presidenziale, non ci sono candidati forti, e per fare il bis, ciampi aiuta l'unione per prenota i suoi voti.

L'intervento di Ciampi non è un gesto da arbitro, ma un calcolo politico.
Il lato positivo è che adesso c'è almeno un pò di chiarezza : l'intervento di ciampi cancella l'assurda pretesa di essere un presidente super-partes.

sabato, gennaio 28, 2006



Il 2006 ricorre il 250esimo anniversario della sua nascita.

Johannes Wolfgangus Mozart nacque a Salisburgo il 27 gennaio 1756, morì a Vienna il 5 dicembre 1791.
Nella sua breve ma creativa vita, Mozart scrisse 626 opere, la prima all'età di 5 anni, l'ultima sul letto di morte.

web
Mozart 2006

venerdì, gennaio 27, 2006


A Ginevra il 27 gennaio 2001 moriva la Regina Maria Josè.

Adesso riposa al fianco di S.M. Umberto II nell'Abbazia Reale di Altacomba (Francia).

giovedì, gennaio 26, 2006



Probabilmente Jim O'Neill, Managing Director e capo della ricerca economia di Goldman Sachs International, non ama il nostro paese, ma i suoi giudizi taglienti devono farci riflettere.

Purtroppo l'Italia, per motivi storici e politici, è un paese arretrato rispetto a quelli più avanzati, e la spietata competizione mette in grave difficoltà i nostri prodotti.

Il problema è che il sistema italia non è adatto al mondialismo, perchè è burocratico, inefficente e dove la nomenklatura è legata al passato od alle poltrone.
Per vincere la sfida del mondialismo e competere con altri paesi non basta alzare la qualità dei nostri prodotti ma c'è bisogno di rifondare il nostro paese.

Per migliorare la qualità si devono fare dei grossi investimenti ma gli imprenditori italiani sono abituati a socializzare le perdite e privatizzare gli utili (FIAT..).

Ancor più complesso e difficile è rifondare l'Italia; ci sono troppi interessi, la classe politica è prigioniera delle ideologie del passato, latitano gli intellettuali liberi, abbiamo perso il senso del bene comune.

Solo con un ritrovato patriottismo si potrà vincere la sfida del futuro.
Con la pizza e calcio, simboli della repubblica, non si va da nessuna parte.

«Vi restano solo cibo e calcio»
Goldman Sachs avverte l’Italia

DAVOS — Nonostante l'impennata del petrolio, la minaccia del terrorismo e i mille conflitti, il sole dell'economia continua a splendere: la forte crescita registrata a livello mondiale negli ultimi tre anni non ha precedenti nel Dopoguerra. Ma quel sole non scalda tutti: l'Italia ha perso le opportunità che le si sono presentate. Ormai conta solo per «cibo e calcio».

E l'Italia? Il giudizio di O'Neill è duro: «L'unica luce che vedo è l'arrivo di Draghi alla Banca d'Italia. Per il resto, le cose che sapeva fare bene il vostro Paese ora le fanno a costi più bassi India e Cina, ormai forti anche nelle produzioni di qualità. Se nelle manifatture di fascia alta l'Italia non riesce nemmeno ad avere costi competitivi con la ricca Germania, cosa le rimane da offrire? Solo cibo e un po' di calcio interessante ». L'uomo di Goldman Sachs dimentica alcune cose, ad esempio l'elicottero (italiano) sul quale volerà il presidente degli Stati Uniti. E sul calcio sembra avere una preparazione approssimativa. Ma i suoi giudizi taglienti sull'Italia non sono molto diversi da quelli che circolano tra i convegnisti di Davos.


Il corriere della sera

mercoledì, gennaio 25, 2006


Rousseau Statue (Louvre)
Originally uploaded by edmwnd.


La sovranità non può essere rappresentata, o è quella stessa o non è.
Jean Jacques Rousseau

martedì, gennaio 24, 2006

La richiesta all'Austria di tutelare l'Alto Adige da parte di alcuni altoatesini è sintomo di una profonda inadeguatezza della repubblica italiana, se una parte degli italiani chiede aiuto ad un altro stato evidentemente c'è qualcosa che non funziona.

Un popolo non si basa sul denaro o sulla politica.

Infatti la repubblica italiana ha compiuto l'errore di dare agli altoatesini aiuti politici (autonomia) ed economici ma non la cosa più importante, cioè uno Stato efficente e credibile.

Un discorso analogo vale per tutti gli italiani, la repubblica ci da aiuti sociali ed economici ma ci ha fatto perdere valori essenziali come la Patria, l'orgoglio di essere italiani.

D'altronde la repubblica non è riuscita a farsi amare dagli italiani, figurati dagli altoatesini.

Un frutto amaro della repubblica italiana.


Ben 113 sindaci/vicesindaci dei 116 comuni altoatesini hanno consegnato al presidente del Parlamento nazionale austriaco Andreas Khol una petizione per chiedere all'Austria di tutelare l'Alto Adige.

Nel documento si chiede che nella carta costituzion austriaca sia inserito : "La Repubblica austriaca si impegna alla tutela al diritto all'autodeterminazione del popolo di lingua tedesca e ladina separato dal Tirolo".

Anche il presidente dela Provincia autonoma Luis Durnwalder (Svp) "ha difeso il diritto politico degli esponenti firmatari a esprimere la propria opinione nella funzione di rappresentanza dei sentimenti della popolazione".
Inoltre Durnwalder ha auspicato una citazione di questo genere anche nella carta costituzionale italiana.

web
la repubblica

lunedì, gennaio 23, 2006


DSCF1782
Originally uploaded by buru.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America vorrebbe mettere le mani sull'enorme archivio informatico di Google, nel quale ci sono milioni di indirizzi web ed una sterminata quantità di "chiavi di ricerca" utilizzate dagli utenti negli ultimi anni.

I dati nel database Google servirebbero per effettuare analisi statistiche correlate alla ricerca di materiale pornografico online, per tutelare i minori sul web e dimostrare l'inefficacia dei filtri software.

Nonostante la pressante richiesta del Dipartimeto di Giustizia degli Stati Uniti il gigante di Mountain View per adesso non intende aiutare Washington.

La questione è molto interessante: nella giusta e legittima volontà di tutelare i minori c'è il sospetto che il governo USA possa usare i "dati Google" per controllare gli utenti web, mentre Google, con la scusa di difendere la privacy dei suoi utenti, fornendo i dati ha paura di perdere clienti.

Come finirà ?

Google ha ormai un potere troppo grande, simile a quello che è successo alla Microsoft, e quindi speriamo che presto concorrenti non più made USA (caso mai europei) riescano a dar fastidio a Google.

Il problema è il seguente :
Google continuerà ad essere una società indipendente dal Potere o sarà l'arma segreta del governo USA ?

fonti web :

Punto Informatico

downloadblog

In apparenza, c'è solo un groviglio di scadenze da sbrogliare per la data delle elezioni, ma in realtà il colloquio tra ciampi e berlusconi è uno scontro politico.

Berlusconi vuole allungare i tempi di attività delle Camere, in particolare per ottenere il via libera alla legge sull'inappellabilità, cioè proprio quella bocciata solo pochi giorni fa dal presidente del Repubblica.
I presidenti della repubblica e del consiglio hanno due opinioni politiche opposte sulla legge Pecorella, il Cavaliere non intende rinunciare alla legge Pecorella mentre ciampi l'ha rinviata alle camera.

La tensione al Quirinale non può che essere alta, tanto che su Il Corriere della sera c'è scritto : "il colloquio con Silvio Berlusconi al Quirinale, ieri sera, conferma che la questione non è politicamente asettica. E il comunicato finale diramato dalla presidenza della Repubblica trasuda freddezza verso Palazzo Chigi."


Purtroppo siamo abituati ad assistere a scontri tra le due massime cariche della repubblica italiana, ma il rapporto tra il capo di stato ed il presidente del consiglio non sarebbe tutto più semplice e sereno se ci fosse un Re al posto del presidente ?

domenica, gennaio 22, 2006

Un Re ha stima di tutti i candidati alla presidenza, i politici combattono tra loro per vincere le elezioni.

Un Re è il capo di stato di tutti,
il presidente solo di chi lo vota.



La posizione del Capo di Casa Reale Portoghese

Dom Duarte de Bragança non andrà a votare

Il Capo di Casa Reale Portoghese non parteciperà alle presidenziali.
Dom Duarte de Bragança considera che tutti i candidati per palazzo Belém sono "molto bravi", ma nessuno di loro potrà contare di avere il suo voto.
"Io ho una grande ammirazione ed amicizia dei candidati alla Presidenza. Tuttavia, visto che non sono un sostenitore del sistema repubblicano, non andrò a votare. E' una questione di principio", afferma l'Altezza Reale.

Il Prof. Palmeiro João, portavoce di Casa Reale, ha detto che "la posizione di Duarte of Bragança è molto delicata" e "non vuole influenzare i risultati".


web
correiomanha

sabato, gennaio 21, 2006



Luigi XVI di Francia (23 agosto 1754 - 21 gennaio 1793), fu Re di Francia e di Navarra dal 1774 al 1791, mentre dal 1791 al 1792 fu solo Re di Francia.

Sospeso ed arrestato durante l'insurrezione del 10 agosto, venne processato dalla Convenzione Nazionale, trovato colpevole di tradimento col nemico, e ghigliottinato il 21 gennaio 1793.
Luigi venne arrestato uficialmente il 13 agosto 1792. Il 21 settembre 1792, l'Assemblea Nazionale dichiarò che la Francia era una repubblica.

Luigi venne processato (dall'11 dicembre 1792) e accusato davanti all'Assemblea Nazionale di alto tradimento. Venne condannato a morte (17 gennaio 1793) per ghigliottina con 361 voti favorevoli, 288 contrari e 72 astenuti.

Re Luigi XVI venne ghigliottinato davanti ad una folla festante il 21 gennaio 1793 in Piazza della Rivoluzione, l'attuale Place de la Concorde.

Sua moglie, Maria Antonietta, lo seguì sulla ghigliottina il 16 ottobre 1793.

Il Re rivolgendosi ancora una volta ai francesi affermò: "Muoio innocente di tutti i crimini che mi sono imputati. Perdono i responsabili della mia morte e prego Dio che il sangue che state per versare non ricada mai sulla Francia"

Il Re è morto, viva il Re !!

venerdì, gennaio 20, 2006

Il presidente Ciampi ha rinviato alle Camere la legge Pecorella.

La reazione dei partiti alla notizia segue il solito copione, una parte, in questo caso la sinistra, è soddisfatta mentre l'altra incassa il colpo.
Sia ben chiaro, nulla di strano, è ovvio che le decisioni del capo di stato hanno delle conseguenza politiche e che i vari partiti abbiano delle opinioni diverse.

Perchè prima ciampi ha firmato molte leggi sulla giustizia (alcune discutibili) mentre questa legge è rinviata alle Camere ?
Inoltre questa legislatura non ha più tempo per riproporre la legge in altro modo e che se nelle prossime elezioni vincerà la sinistra, questa legge sarà molto probabilmente cancellata dall'Unione.
Il veto di ciampi è una anticipazione del futuro governo di sinistra?
Naturalmente per giudicare il rinvio della legge si devono conoscere nei dettagli le motivazioni.

Ma il problema è un altro.
Un punto certo è che ciampi è un politico-banchiere e quindi tutti le sue attività e dichiarazioni sono atti politici.


Ora se le decisioni del capo di stato hanno delle valenza politiche (e sfido qualcuno a dire il contrario), il conflitto tra le due massime cariche di stato (capo di stato e governo) può essere ridotto al minimo, solo se al capo di stato c'è una persona che non appartiene al mondo politico.
Il vantaggio è che in questo caso finalmente le decisioni del capo di stato sono svuotate di interpretazioni politiche e quindi i politici non possono che accettare serenamente le decisioni del colle.

Visto che i presidenti della repubblica sono dei politici (ministri, capo di governo, leader di partiti, banchieri), la monarchia è l'unica istituzione che risolve il problema di ridurre al minimo l'interferenza tra il capo di stato e la politica.

Ultima considerazione.
Visto che i sondaggi danno per vincente l'Unione, non è che ciampi, rifiutando la firma, vuole ricandidarsi per il quirinale ?

giovedì, gennaio 19, 2006


Ho letto in un articolo pubblicato su Il Giornale la protesta degli istriani davanti all'europarlamento di Strasburgo.

Questa protesta è una accusa alla repubblica italiana, che non ha fatto nulla per difendere i diritti degli italiani che vivevano in istria.
Hanno perso tutto, casa parenti, amici.

Io da italiano mi sento in dovere di chiedere scuso agli istriani.

Cosa ha fatto la repubblica per gli istriani ?
Nulla, anzi ha firmato il trattato di Osimo !

Il 10 novembre 1975 il Governo italiano e quello jugoslavo hanno firmato il cosiddetto "Trattato di Osimo".
L'Italia rinuncia definitivamente, e senza alcuna contropartita, agli ultimi lembi di terra della penisola istriana (la cosiddetta Zona B).


Gli esuli istriani protestano a Strasburgo

Dopo sessant'anni gli esuli istriani non demordono: oggi protesteranno davanti all'europarlamento di Strasburgo riunito in sessione plenaria. «No all'esilio, sì al ritorno», oppure «Italia-Slovenia-Croazia: VII comandamento, non rubare le case degli esuli», sono gli slogan che innalzeranno su grandi cartelli per chiedere alle istituzioni europee il riconoscimento dei loro diritti cancellati. Dopo la fine della seconda guerra mondiale 350mila italiani furono costretti all'esodo dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia grazie alle violenze e agli abusi dei partigiani jugoslavi del maresciallo Tito. La stragrande maggioranza perse tutto, a cominciare dalla casa, ma i più sfortunati furono internati nei paurosi lager titini o sparirono per sempre nelle foibe, le cavità carsiche utilizzate come fosse comuni.
La manifestazione di protesta, organizzata dall'Unione degli istriani, una delle più combattive associazioni degli esuli, con sede a Trieste, ha raccolto diverse adesioni. I rigidi protocolli di sicurezza dell'europarlamento avevano inizialmente ammesso la presenza di 350 manifestanti, ma le adesioni alla trasferta di protesta a Strasburgo hanno già raggiunto quota 418. Arzilli vecchietti, giovani figli di esuli, diverse donne originarie dell'Istria sono pronte a innalzare cartelli e intonare slogan per due ore, il tempo concesso dalla sicurezza.
Pochi giorni prima della manifestazione il numero degli esuli che sarà ammesso a protestare pacificamente è stato drasticamente ridotto a 150 persone. «Forse hanno paura di noi. Evidentemente si sono stupiti che dopo sessant'anni siamo ancora decisi a batterci per i nostri diritti».

web
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=57983

Nella vicenda Unipol l'aspetto più importante non è valutare la rilevanza penale dei fatti, quanto piuttosto la decadenza etica (e non solo) della classe politica.

Comunque finirà la questione, si ha la conferma che la politica e moralità sono cose completamente diverse, crolla il falso mediatico che il malaffare sta da una sola parte, e si rafforza l'idea che i politici, invece di pensare al bene dell'Italia, pensano soprattutto ai loro interessi.
C'è amarezza vedere come sia basso il livello di moralità, serietà e capacità degli esponenti politici, e come sia difficile scegliere chi votare.

Evidentemente c'è una continuità tra il periodo di tangentopoli e quello attuale, ancor'oggi non si sa quale sia il rapporto politica-finanza, non c'è trasparenza su come i partiti ottengono finanziamenti.
In effetti esistono anche le differenze tra tangentopoli e bancopoli, ma ho l'impressione che la situazione sia peggiorata.
Se nel primo caso fu infatti il mondo degli affari, con le sue tangenti, a corrompere la politica, in questo caso è successo il contrario, cioè è la politica a corrompere il mondo degli affari.

A ben pensarci, questo è logico : mentre prima la politica era forte, il mondo degli affari doveva ottenere l'aiuto dei politici, adesso è il contrario, chi comanda veramente è l'alta finanza e quindi sono i politici che devono chiedere aiuti e favori alle banche.

Visto che il malaffare non è terminato con la stagione di Mani Pulite (solo gli ingenui potevano pensarlo) non varrebbe la pena di riscrivere la storia repubblicana ?

Visto l'abnorme dimensione del fenomeno della corruzione e che moltissimi settori sono stati coinvolti in scandali, si può concludere che il sistema repubblicano perlomeno non abbia funzionato.
Io ritengo che la repubblica ha gravi responsabiltà in merito e che anzi abbia favorito la nascita e la crescita della corruzione.
La repubblica si fonda sulla lottizzazione ?

martedì, gennaio 17, 2006

Il quotidiano "La Repubblica" ha festeggiato 30 anni di vita, ed in occasione propone ai lettori del suo sitoweb questo sondaggio:
Prima e seconda repubblica nell'anno delle elezioni.
Quali sono stati i politici italiani "protagonisti" in questi ultimi trent'anni ?


Visto che la maggior parte degli internauti (probabilmente giovani) ha votato per personaggi "storici" piuttosto di quelli attuali, i risultati evidenziano quanto sia scarsa la fiducia da parte degli italiani nei confronti della classe politica attuale

Uno dei motivi è che nella società odierna per imporsi e vincere le elezioni occorre una forte personalità ed una immagine vincente, doti che evidentemente sono difficile da trovare all'interno della nomenklatura attuale.
Però, da una più attenta e profonda analisi, si arguisce che la sfiduca non è solo rivolta ai personaggi ma alla Politica in genere.
Purtroppo viviamo in una periodo di profonda decadenza, dove mancano i principi ed esempi da seguire, e quindi in una società del genere anche la Politica (con la P maiuscola) sparisce e si trasforma in un semplice mezzo per far carriera e guadagnare.
Inoltre è arduo scegliere quali siano i politici protagonisti all'interno di un mondo politico confusionale e di transizione come quello attuale, la classe politica è lontana dalla realtà, i discorsi tra i parlamentari sono simili a quelli che si ascoltano nei bar.

Voglio anche segnalare che, nell'elenco dei politici presente del sondaggio, compaiono presidenti della repubblica, come pertini scalfaro ciampi cossiga.
Evidentemente queste persone sono politici (non può essere altrimenti), ma allora come si può contemporaneamente considerarli superpartes ed al di sopra della parti ?

In una repubblica il capo di stato è sempre un politico, e quindi di parte

domenica, gennaio 15, 2006

In Italia la politica, piena di veleni e povera di contenuti, non è idonea per un paese serio e democratico come altri stati europe, che io sappia nel Regno Unito, Spagna, Olanda, Svezia ecc...non è si mai visto uno scontro frontale del genere.

La destra e la sinistra attribuiscono all'avversario la colpa di aver creato il clima di scontro totale, chiaro segnala che la colpa sia un pò di tutti gli schieramenti.

Timidamente si avverte l'esigenza di svelenire l'attuale clima politico, ma ci siamo chiesti se il sistema politico ed istituzionale lo rende possibile ?

In realtà, la repubblica ostacola questo difficile percorso da parte dei partiti per il semplice motivo che chi vincerà le prossime elezioni sceglierà il prossimo presidente della repubblica !!

In una repubblica non c'è un capo di stato davvero al di sopra delle parti e superpartes.
In una monarchia la successione del capo di stato non è mai traumatica come avviene quasi sempre in una repubblica. Il Re non è un politico, è il capo di stato davvero di tutti i cittadini, ed i partiti non devono litigare per portare al quirinale uno di loro.

I massmedia e politici nascondono questa verità (amara per la repubblica), ma dietro lo scontro totale tra i due poli c'è soprattutto lo scontro per la conquista del quirinale.

La Monarchia è necessaria per restituire serenità al nostro Paese.

Se non vi basta per essere monarchici, almeno cominciate a rifletterci !

sabato, gennaio 14, 2006

Lo spettacolo repubblicano continua.
E' incredibile ! Gli stessi politici che accusano gll avversari di mancanza di morale, si mettono d'accordo per fare i propri interessi.

Il vero conflitto degli interessi è la classe politica che ha il diritto di stabilire il proprio stipendio.
E d'altronde : chi non si aumenterebbe il proprio stipendio se avesse il potere di farlo ?

Comunque io non sono un populista e non sono geloso di chi guadagna più di me.
Quello che non digerisco è la scarsa efficenza e trasparenza della repubblica rispetto ad altri stati. Il problema non è lo stipendio ma è la scarsa efficenza e capacità della classe politica.
Io preferirei ci fosse un numero di parlamentari più ristretto ed anche con stipendi più alti purchè corretti, capaci ed efficenti.
Invece in questa repubblica abbiamo circa un migliaio di parlamentari (senza contare i sottoparlamentari.....) che non si sa neanche cosa fanno, se non schiacciare un pulsantino quando devono votare.

Tra parentesi avevo già scritto: quanto costa il quirinale ?

Parlamentari, in arrivo aumento di stipendio
Restano intatte le pensioni dei senatori dopo il no di Palazzo Madama. Probabile il voto contrario anche di Montecitorio

ROMA — Scongiurato con decisione unanime il taglio al vitalizio e all'assegno di reinserimento, a pochi giorni dalla fine della XIV legislatura, i senatori si apprestano a ricevere un nuovo aumento di stipendio.
Lo scatto, che riguarda anche i deputati, e che si trascinerà anche su pensioni e liquidazioni, si annuncia consistente.
In grado comunque di cancellare il taglio delle indennità mensili dei parlamentari deciso con la Finanziaria 2006 appena entrata in vigore. Taglio che avrebbe dovuto essere del 10%, ma che in realtà, sia per gli stipendi dei deputati che dei senatori, si è fermato al 6%.


Il Corriere della sera


venerdì, gennaio 13, 2006

Indicato da un amico, ho letto l'articolo "Tornano i Monarchici, quattro liste per il Senato", pubblicato sul quotidiano "Il Riformista".

Durante gli anni scolastici, leggendo libri e conoscendo la società , piano piano ho messo a fuoco i miei principi ed idee, ma fin da quando divenni maggiorenne e quindi ottenuto il diritto di voto, non mi sono mai sentito vicino ai partiti ed in linea con il mio pensiero.
D'altronde non poteva che essere così . La destra e la sinistra erano figlie delle due ideologie che hanno insanguinato e distrutto l'italia e l'europa.
Il cosiddetto centro, dominato dalla DC, era il Potere e cioè la repubblica, proprio quello che, per diversi motivi, rifiutavo perchè per me il malfunzionamento, la decadenza, la corruzione dell'italia erano rappresentati dalla repubblica .

In seguito la caduta del muro di berlino ha cambiato anche il mondo politico italiano, sono spariti i partiti storici, ma la situazione, invece che migliorare, è peggiorata, e dalla confusione siamo arrivati all'entropia politica.
Ciò che inquieta è che in italia non esiste più la Politica (con la P maiuscola), ma la politica è quasi solo sinonimo di lottizzazione, conquista del potere, denaro...

Per quanto riguarda l'integrazione europea, voglio l'europa delle patrie e non un mercato, rifiuto la nuova ideologia detta europeismo, ma soprattuto non accetto che l'UE possa distruggere la sovranità nazionale e gli interessi dei popoli, perchè la sovranità di un popolo è un principio inalienabile.

Adesso con il simbolo di Stella e Corona ho trovato finalmente il mio punto di riferimento politico ed andrò a votare contento e sereno.
Penso che tutti gli italiani dovrebbero rallegrarsi del ritorno dei monarchici perchè sono convinto che i monarchici, attivi e presenti nel parlamento, faranno del bene alla Politica ed all'Italia.


Tornano i Monarchici, quattro liste per il Senato
Stella e Corona. Alla Guida l'ex leghista Lembo

"Vogliamo che la monarchia venga riconosciuta come istituzione di pari dignità. Che sia un'opzione possibile per gli elettori cancellando l'art.139 e tutte le forme di demonizzazione che hanno caratterizzato gli ultimi sessant'anni.
Del resto molti stati dell'UE a istituzione monarchica vedono i loro diritti tutelati meglio che con la repubblica, e in italia, senza brogli nel '46 avremmo vinto noi. In ogni caso sarà il popolo a decidere".
Galvanizzati, ed è dir poco, dal rientro in Italia dei Savoia, i monarchici tornano alla carica e si presentano alle prossime politiche con almeno quattro liste per il Senato in Piemonte, Campania, Sicilia e Puglia, nonchè in tornate amministrative importanti come Torino, Roma e Napoli e alle provinciali di Udine e Trieste.
L'iniziativa è di Alleanza Monarchica, movimento per il ritorno iin Italia dei Savoia e la restaurazione della monarchia che avendo ormai ottenuto la prima parte della propria ragione sociale (anche se si sono dimenticati da cancellarla) adesso forse va per la seconda.

Nato all'EUR nel 1972 da una fronda del vecchio Partito Monarchico Democratico di Unità Monarchica che si rifiutò di confluire nel MSI, il movimento si autodefinisce "il braccio politico dei monarchici" e lo scorso novembre, rispolverato per l'occasione il vecchio simbolo di Stella e Corona, ha varato a Roma un Comitato Elettorale Nazionale, dando mandato all'ex leghista Alberto Lembo di portare Stella e Corona alle prossime elezioni.
"Crediamo in una grande affermazione del nostro simbolo - spiega Lembo - che non è solo il simbolo di AM ma di chiunque si riconosca in una visione monarchica della società, al di là dei singoli movimenti."
E hanno deciso di presentarsi in regioni ad alta vocazione monarchica tra cui quelle del Sud, dove fattore emozionale si aggiunge quello politico, cioè la possibilità di eleggere molti senatori, e dove siamo convinti di raggiungere l'8%.
Il risvolto patriottico dovrebbe aiutarci a Trieste, mentre a Roma si presenteranno Baccini e a Napoli col senatore di FI Lauro. Intanto ferve la ricerca dei candidati : nomi puliti con capacità di traino ed esperienza politica, spiega il responsabile del comitato elettorale. E l'essere titolati non è necessario, anche se ammettte che a Roma ha avuto incontri molto soddidacenti con esponenti dell'alta nobiltà e in regioni come il Lazio e la Sicilia è probabile che i capolista provengano da quel certo sociale.
L'iniziativa pare aver riscosso un certo apprezzamento negli ambienti politici, se è vero che oltre ai più ovvi Borghezio e Fisichella si sono espressi positivamente nei confronti di AM alle elezioni da Fi alla Quercia (Vasco Giannotti, responsabile della sanità per i DS) passando per l'Udeur. E domenica 23 possibili candidati incontreranno possibili elettori al Pantheon, in occasione dell'annuale cerimonia commemorativa dell'Istituto delle Guardie d'Onore, all quale saranno presenti i principi di Casa Savoia e forse anche Veltroni.
Ma più che i principi con l'accento sulla prima, si affretta a sottolineare Lembo, per Stella e Corona contano i principi.
Quelli di uno stato a forma istituzionale monarchica ovviamente, cioè la difesa della sovranità nazionale e degli interessi italiani all'estero, con l'abolizione di cessioni di sovranità, che delle libertà dei singoli, dalla strapotere della finanzia e della minaccia dell'immigrazione selvaggia.
Insomma Emanuele Filiberto &C non si facciano illusioni : vengano pure i borbonici e i lorenesi : noi prescindiamo completamente dai Savoia e non prendiamo ordini da loro.
E se per Lembo "la restaurazione della monarchia è un'utopia", non tutti i monarchici sembrano pensarla allo stesso modo.
"Finchè i principi erano in esilio - dice Roberto Vittucci Righini leader di AM e uno degli ultimi sopravvissuti del vecchio Partito nazionale monarchico - eravamo frenati da fare politica perchè temavano di comprometterne il ritorno. E naturalmente io vorrei che fosse restaurata la monarchia, ma il nostro è un programma moderno, figuriamoci. Noi parliamo di sanità, del blocco della circolazione, dei rincari ... Non siamo il partito del re ma il partito per il re".
Insomma se il popolo è sovrano deve avere la sovranità popolare di poter scegliere la forma istituzionale migliore. E poco importanta che una volta scelta la monarchia il popolo smetta di fatto di essere sovrano.

Il Riformista
13 1 2006

giovedì, gennaio 12, 2006

Leggendo il discorso di ciampi si capisce che :
La repubblica è inefficiente, non è trasparente, è burocratica

Il presidente della Repubblica: "Scontro elettorale danneggia l'Italia"
"Non è sufficiente combattere la mafia, è necessario sconfiggerla
Siracusa, l'appello di Ciampi: "Una democrazia più trasparente"


SIRACUSA - "Noi vogliamo che la nostra democrazia divenga oltre che più trasparente, più efficiente, liberando le iniziative produttive sia dai lacci di vecchie procedure burocratiche sia da nuovi intralci che possono derivare dalla stessa moltiplicazione dei centri decisionali" Carlo Azeglio Ciampi si rivolge così agli amministratori di Siracusa. Durante la sua visita in Sicilia, Ciampi ha colto l'occasione per sottolineare l'appello già lanciato ieri: "Se vogliamo evitare di creare un ingiustificato clima di sfiducia in Italia, e di sfiducia nel mondo nei confronti dell'Italia, occorre altresì evitare che il confronto delle opinioni politiche, un confronto che è nutrimento stesso della democrazia, si trasformi, anche in epoca elettorale, in uno scontro frontale".

web
la repubblica

mercoledì, gennaio 11, 2006

Pochi mesi fa i referendum svolti in francia ed olanda bocciarono la costituzione europea.

Adesso giustamente il ministro degli Esteri olandese Ben Bot afferma che "dobbiamo ascoltare il nostro popolo" e quindi "per l'Olanda la Costituzione europea è morta".

Non tutti gli stati rispettano il popolo, a partire dalla repubblica italiana che non ha voluto nemmeno consultare gli italiani. Infatti ritengo veramente ingiusto e antidemocratico la decisione della repubblica italiana di non indire anche in italia un referendum analogo.
Si afferma che la costituzione repubblicana vieta un referendum sui trattati internazionali, ma secondo me la costituzione europea non è un trattato internazionale perchè modifica profondamente i poteri e le istituzioni di ogni paese.

Comunque la monarchia olandese batte la repubblica italiana !

L'Aja, 11 gennaio 2006 - 17:24

COSTITUZIONE UE: BOT RIBADISCE "PER L'OLANDA E' MORTA"

Per l'Olanda la Costituzione europea bocciata dagli olandesi nel referendum del giugno scorso "e' morta".

A ribadirlo e' stato il ministro degli Esteri Ben Bot nel corso di un colloquio all'Aja con il ministro degli Esteri austriaco e presidente di turno dell'Ue, Ursula Plassnik, a pochi giorni dall'annuncio che Vienna tentera' di rianimare il processo costituzionale.

"Per ora ci dovremmo concentrare su misure pratiche basate sul trattato di Nizza - ha avvertito Bot - piu' a lungo termine ci si chiede di ascoltare l'opinione degli altri Stati membri ma io ho anche sottolineato il fatto che dobbiamo ascoltare il nostro popolo a cui abbiamo promesso un periodo di riflessione per i prossimi sei mesi".
(AGI)

web

AGI

Se dopo più più di mezzo secolo, il mezzogiorno rimane questione nazionale significa che la repubblica ha fatto poco e male per il mezzogiorno.

La repubblica ha gravi responsabilità sull'arretratezza del Sud, ed in genere di tutto il nostro paese.


Ragusa, 11 gennaio 2006 - 13:07

CIAMPI: IL MEZZOGIORNO RESTA QUESTIONE NAZIONALE

"Il Mezzogiorno rimane la questione nazionale italiana e nel Mezzogiorno si hanno oggi molti incoraggianti segnali di una nuova volonta' e capacita' di progresso".

Lo ha detto il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi nel suo intervento presso la Camera di Commercio di Ragusa.
Per il presidente della Repubblica, alla luce di tutto questo "e' indispensabile accrescere il volume di investimenti nelle infrastrutture necessarie per raggiungere traguardi che non sono al di la' del vostro orizzonte, al di la' delle vostre capacita' o al di la' delle potenzialita' di un grande Paese come il nostro".

(AGI)

martedì, gennaio 10, 2006

Dopo tangentopoli ecco bancopoli.
Un altro segno della decadenza repubblicana.

Io non mi occupo di finanzia, ma proprio per questo mi piacerebbe avere dai massmedia spiegazioni su cosa sta succedendo.
Ad esempio sarebbe bello sapere capire come sia gestito, negli altri stati, il difficile e delicato rapporto tra politica e finanzia,..... e soprattutto come e dove i politici ottengono i finanziamenti.

Invece no, i massmedia invece di spiegare e di informare, utilizzano gli scandali solo per aumentare gli ascolti e guadagnare di più con la pubblicità.

Telegiornali, tv e giornali sono insopportabili.

Purtroppo la vicenda Unipol è un'altra tragedia repubblicana.

lunedì, gennaio 09, 2006

naturalmente ognuno è libero di fare quello che piace, come anche andare all'estero, ma quando si scelgono stati dove il rischio di essere rapiti od ammazzati sono molto alti, beh allora gli sfortunati dovrebbero almeno parzialmente coprire ciò che lo stato ha dovuto pagare per essere liberati.

Purtroppo molti italiani vanno all'estero senza validi motivi, per noia, moda o per scappare dalla realtà.

Ma perchè dovremmo pagare anche noi i futili errori degli altri ?


Guarda ad esempio l’esposto del Codacons al Procuratore Generale della Corte dei Conti della Regione Lazio relativo alla vicenda dei 5 italiani rapiti nello Yemen.


DEVONO RISARCIRE 600.000 EURO ALLO STATO. MIGLIAIA DI SEGNALAZIONI DA PARTE DI CITTADINI CHE APPOGGIANO L’INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE


E’ arrivato oggi sul tavolo del Procuratore Generale della Corte dei Conti della Regione Lazio l’esposto del Codacons relativo alla vicenda dei 5 italiani rapiti nello Yemen.
L’associazione ha annunciato ieri l’iniziativa legale, volta a ottenere da parte dei 5 ostaggi la restituzione dei 600.000 euro spesi dallo Stato Italiano per la vicenda del rapimento, soldi della collettività che non sarebbero stati spesi se i protagonisti di questa storia avessero seguito i consigli della Farnesina e degli altri enti preposti alla sicurezza, e non si fossero recati a fare una vacanza “originale” in un paese fortemente a rischio.
Alla base dell’iniziativa del Codacons vi sono le attribuzioni stesse della Corte dei Conti, la quale “Giudica sulle responsabilità per danni arrecati all'erario da pubblici funzionari, retribuiti dallo Stato, nell'esercizio delle loro funzioni”.
In questo caso – spiega l’associazione – ad essere coinvolto è il Ministero degli Esteri, che dovrà poi rivalersi sui 5 italiani rapiti, secondo le regole ordinarie della responsabilità civile.
Per questo il Codacons ha chiesto anche il sequestro dei beni personali dei 5 ostaggi, che dovranno essere utilizzati per risarcire lo Stato Italiano dei 600.000 euro.
L’associazione rende infine noto che l’esposto alla Corte dei Conti, di cui parlano oggi i mass media, ha incontrato il consenso dei cittadini italiani: finora sono state quasi 5.000 le segnalazioni giunte da tutta Italia al Codacons da parte di cittadini che appoggiano in pieno l’iniziativa, stanchi di veder i soldi pubblici spesi per l’incoscienza di qualcuno.

web
http://www.codacons.it/comunicati.asp?id=6184


Il 9 gennaio del 1878, alle ore 14,35 moriva a Roma nel palazzo del Quirinale VITTORIO EMANUELE II (Il Primo Re d'italia).

Fu proclamato Padre della Patria e sepolto al Pantheon che da allora divenne il sepolcreto dei Re d'Italia.

domenica, gennaio 08, 2006



L'8 gennaio 1873 nasceva a Cettigne, la Principessa Elena Petrovich Njegosh del Montenegro, futura consorte di Re Vittorio Emanuele III e Regina d'Italia.

sabato, gennaio 07, 2006



Il primo vero tricolore dell'Italia !

Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto rivolge alle popolazioni del Lombardo Veneto il famoso proclama che annuncia la prima guerra d'indipendenza e che termina con queste parole:"(…) per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana vogliamo che le Nostre Truppe(…) portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore italiana."
Allo stemma dinastico fu aggiunta una bordatura di azzurro, per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo.





Ma voi riconoscete la bandiera italia in questo tricolore, che nacque il 7 gennaio 1797 ?
Le bande sono orizzontali invece che verticali, i colori sono diversi, lo stemma è sconosciuto...

Ma come si può sostenere che questa bandiera sia quella dell'Italia !?
Fissare l'anniversario del tricolore il 7 gennaio è un grave errore storico!

Che ciampinata!

venerdì, gennaio 06, 2006



In vista della partita di ritorno con l’Ungheria in programma a Milano il 6 gennaio 1911 visto che i Magiari indossavano anch’essi una tenuta bianca, che nell’incontro di Budapest avevano sostituito con una di diverso colore per “dovere di ospitalità”, la Federazione Italiana dovette predisporre un maglia di altro colore.
La scelta cadde sull’azzurro in onore della famiglia reale Casa Savoia.

Dopo la costituzione del Comitato Olimpico, ci vollero degli anni ancora prima che tutte le nostre nazionali adottassero l’azzurro, cosa che avvenne nelle Olimpiadi di Los Angeles nel 1932.

W gli azzurri !
W Savoia !

Gli stati avanzati per ridurre la dipendenza dal petrolio (e dagli stati che lo producono che sono quasi sempre non affidabili) puntano sul nucleare.

Purtroppo la repubblica italiana ha avuto la brillante idea di impedire lo sviluppo e lo studio della tecnologia legata all'energia nucleare : la conseguenza è che adesso siamo indietro rispetto agli stati avanzati e dipendiamo il nostro sviluppo da stati arretrati e non democratici come algeria, russia, iraq ....

La repubblica italiana, vietando il nuclerare, ha fatto un gravissimo errore.

Vergognati repubblica!

Francia, si' al nucleare nell'era post-petrolio

La Francia punta sul nucleare per ridurre il consumo di petrolio e lancia il prototipo di un reattore di nuova generazione.
L'impianto, che sarebbe capace di produrre meno scorie, entrerà in funzione, secondo le previsioni, entro 14 anni.

Lo ha annunciato il presidente francese Jacques Chirac, che ha invitato altri Paesi a partecipare al progetto: "Dobbiamo salvaguardare la nostra posizione di avanguardia nel nucleare. Ho deciso di lanciare, all'interno del commissariato per l'energia atomica, la concezione di un prototipo di reattore di quarta generazione che sarà operativo nel 2020".

La Francia è seconda al mondo per produzione di energia nucleare con 58 reattori. Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, con quasi il doppio degli impianti. Seguono il Giappone, la Gran Bretagna e la Russia.

Intanto il colosso energetico francese controllato dallo Stato, Edf, ha già pronti i piani per la realizzazione di un reattore di terza generazione, che entrerà in funzione nel 2012. Il progetto fa gola anche all'italiana Enel, ma le trattative con Edf per partecipare al progetto attraverso l'acquisto di una quota sarebbero al momento a un punto fermo.

Oltre al nucleare, la Francia intende sfruttare di piu' l'energia solare e ridurre la dipendenza da fonti come il petrolio aumentando la produzione di biocarburanti.

euronews

giovedì, gennaio 05, 2006

molti politici, di destra e sinistra, adesso dicono che si dovrebbe ridefinire il codice (etico) tra il mondo politico e quello finanziario.
Che faccia tosta.

Ma mi chiedo, cosa ha fatto finora la repubblica ?
Nulla e nessuno ha il coraggio di dirlo!

Dove trovare i soldi i partiti e politici per svolgere le loro attività?
Silenzio repubblicano.

Se si guarda la realtà con obiettività, si capisce che il malfunzionamento nazionale non è colpa di alcuni personaggi ma è il sistema repubblicano che è marcio.
Non c'è settore che non sia stato coinvolto in scandali, la corruzione galoppa, l'elenco è infinito.....

Io non ho fiducia di questa repubblica !!

mercoledì, gennaio 04, 2006


Ottant'anni fa (1926) a Bordighera moriva la Regina Madre Margherita.

La repubblica si permette il lusso di buttare via i soldi pubblici per acquistare una casa dove pertini non è mai neppure entrato.

Come si legge nell'articolo, la regione ligure stanzia 250mila euro per acquistare e ristrutturare una porzione di casa che in tempi remotissimi apparteneva alla famiglia pertini ma che in seguito fu venduta prima ancora che il noto pertini nascesse.

Il bello è che se questa casa era davvero di pertini non interessava a nessuno tranne a burlando.
Inoltre mi chiedo, perchè se ciampi sapeva che la casa non era di pertini non disse nulla a burlando ?

Al contrario, la repubblica ha mandato alla rovina palazzo e castelli molti più importanti belli e maestosi, come l'imponente Reggia di Venaria Reale, che solo da pochi anni ha deciso di ristrutturare.
(tra parentesi dove sono andati a finire i mobili ed arredamenti.....?)



da Il GIornale 4-1-2006

E invece era tutto un falso. Claudio Burlando il solo uomo in Italia interessato alle sorti dell'eredità di Sandro Pertini, la sua Regione l'unico ente pubblico mobilitatosi per acquistare e ristrutturare e trasformare in archivio storico la casa natale dell'ex presidente della Repubblica a Stella San Giovanni, in provincia di Savona.
Intere paginate su quotidiani, settimanali e mensili, interviste e approfondimenti su quello stanziamento di 250mila euro che nessuno, neppure Carlo Azeglio Ciampi, aveva voluto fare, come da denuncia dell'Associazione amici di Pertini.
Macché. «Lo zio in quell'appartamento non ha mai vissuto. La nostra famiglia lo cedette nel 1895, lui nacque nel 1896».

il giornale

martedì, gennaio 03, 2006

Ho l'impressione che con la vicenda delle intercettazioni tra il leder dei DS Fassino e Consorte (presidente di Unipol), ci troviamo davanti ad un nuovo tipo di lottizzazione, in quanto adesso siamo passati dalla lottizzazione della RAI, dei giornali eccetera eccetera ... a quella delle banche.

Quindi nulla di nuovo, in quanto nella storia repubblicana ci sono stati tantissimi esempi di scandali legati alla politica e finanzia .

Quello che fa paura e scandalo è la voracità del sistema repubblicano di lottizzare tutto .

Su il corriere della sera e la repubblica si legge che la moglie di ciampi, in visita a napoli, abbia detto che "La gente del Sud è più buona ed intelligente".

La moglie del presidente della repubblica non può e non deve dire frasi del genere.

Comunque ciò dimostra come la signora franca non sia all'altezza di svolgere il suo ruolo.



lunedì, gennaio 02, 2006

Io non ho voluto ascoltare il messaggio di ciampi.

Mi hanno stufato i suoi discorsi ma soprattutto perchè preferisco un Re piuttosto che un presidente.

Quello che proprio non accetto è che un banchiere possa insegnare agli italiani concetti così importanti come amor di patria ...

Ognuno deve fare il suo mestiere ed un governatore di banca d'italia (come un politico) non ha i requisiti per svolgere il ruolo di capo di stato, cioè al di sopra delle parti e quindi di tutti gli italiani.

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