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giovedì, maggio 25, 2006


Gli ungheresi che nel 1956 si opposero all'invasione sovietica protestano con il governo di Budapest per l'invito ufficiale rivolto al presidente della repubblica italiana, napolitano.

Molti ungheresi, vittime della ideologia comunista, non hanno dimenticato chi era napolitano, e lo considerano un ospite non desiderato perchè "diede sostegno internazionale agli assassini sovietici che hanno schiacciato nel sangue l'aspirazione dell'Ungheria alla liberta".

In italia il potere repubblicano invece vuol far dimenticare la storia di napolitano, comunista storico, un alto esponente del PCI che si interessava soprattutto dei rapporti internazionali e quindi con l'URSS.



UNGHERIA '56: EX INSORTI CRITICANO INVITO A NAPOLITANO

Un gruppo di ex insorti contro l'invasione sovietica dell'Ungheria hanno protestato con il governo di Budapest per l'invito ufficiale rivolto al presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, a partecipare alle celebrazioni del 50esimo anniversario dell'insurrezione del 1956. In una lettera inviata al presidente ungherese, Laszlo Solyom, la parlamentare conservatrice Maria Wittner, insieme con due famosi ex insorti, Sandor Racz e Laszlo Balas Piri, "protesta fermamente per l'invito a un politico, anche se egli e' presidente della repubblica italiana, che diede sostegno internazionale agli assassini sovietici che hanno schiacciato nel sangue l'aspirazione dell'Ungheria alla liberta'".La protesta non indurra' la presidenza ungherese a ritirare l'invito. E' quanto ha riferito il portavoce, Ferenc Weber, secondo il quale il punto di vista espresso da Napolitano al momento dell'ingresso dei carri armati sovietici in Ungheria si e' modificato nel corso del tempo. (AGI)


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sabato, maggio 20, 2006

Era prevedibile che il governo Prodi raggiungesse la fiducia del senato, ma che tutti i senatori a vita appoggiassero senza riserve il nuovo esecutivo non ce lo saremmo mai aspettati.
Infatti cossiga spesso si era dichiarato nemico di Prodi, andreotti era il presidente del senato proposto dal centrodestra, ciampi era ben visto da quasi tutti i partiti ed era considerato (a torto) l'unica persona superpartes.

Berlusconi ha subito detto che, votando la fiducia al governo prodi, i senatori a vita hanno fatto qualcosa di immorale, ma è altrettanto vero che la costituzione stabilisce a loro questo diritto.

La questione però è più delicata e controversa perchè tra i senatori a vita ci sono anche gli ex presidenti della repubblica, i cosiddetti superpartes repubblicani, cioè cossiga scalfaro ciampi.

Visto che loro sono considerati dal sistema repubblicano i presidenti di tutti gli italiani, ci si aspetta da loro dei comportamenti più distanti dalla lotta politica e quindi non dovrebbero andare a votare la fiducia ai governi.

Evidentemente il buon senso non è loro appannaggio, e d'altronde cosa c'è di logico e normale in questa repubblica?

Con quale coraggio il regime repubblicano considera i presidenti della repubblica persone superpartes?

Più conosci la repubblica, e più la rifiuti!

lunedì, maggio 15, 2006

Il primo discorso del presidente della maggioranza è già criticato dalla minoranza.

«NON HA RINGRAZIATO IL GOVERNO»
«DISCORSO DELUDENTE»
«NON HA PARLATO AL CENTRODESTRA»

Il presidente comunista, votato solo della maggioranza, ha fatto un discorso di «sinistra moderata, ma comunque schierato a sinistra e che non fa i conti con la metà del paese che ha votato centrodestra.

Le reazioni al discorso di insediamento di Napolitano
La Cdl si divide: forzisti delusi, plaude l'Udc
Da Fi: «Non ha ringraziato il governo»

Cautamente positivo il commento di Maurizio Gasparri, deputato di An: «Un discorso apprezzabile, ma è mancato un colpo d'ala, uno sguardo in avanti», ha commentato Gasparri.

Antonio Martino. «Quello di Giorgio Napolitano è stato «un discorso ineccepibile, tranne che per l'omissione di riferimenti al governo», ha commentato Martino.
Indignata Ombretta Colli: «Non ha ringraziato il governo - ha sottolineato - che oltretutto gli stava davanti e che lo applaudiva. Non si fa così».
Interpellato dai giornalisti, il senatore Renato Schifani ha così risposto: «Ci auguriamo che sia stata un'involontaria svista e vogliamo credere in questo. Perché un discorso ricco di spunti interessanti e condivisibili è incappato in una svista così macroscopica che ci induce a pensare si tratti solo di un incidente. Sta di fatto però che la dimenticanza c'è stata».

«DISCORSO DELUDENTE»- Arrabbiato anche Elio Vito, presidente dei deputati forzisti: «Un discorso deludente, pieno di retorica. Non ha saputo rivolgersi a quella metà degli elettori che ha votato per il centrodestra e che oggi è esclusa da tutte le cariche istituzionali in una situazione senza precedenti. E’ stato evitato qualunque approfondimento sui temi che dividono il centrosinistra, come ad esempio la famiglia. Non è stato riconosciuto il ruolo centrale nel nostro sistema economica dell’impresa e della libera imprenditoriale, Infine, poteva essere rivolto un saluto al Presidente del Consiglio Berlusconi ed all’opera preziosa di governo che è stata assicurata in questi anni difficili dal punto di vista interno ed internazionale».

«NON HA PARLATO AL CENTRODESTRA» - Napolitano ha fatto un discorso di «sinistra moderata, ma comunque schierato a sinistra e che non fa i conti con la metà del paese che ha votato centrodestra». E' il commento del vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto.
«Apprezzabili - aggiunge Cicchitto - sono parsi i passaggi sulla figura del presidente della Repubblica e sui rapporti tra Europa e Usa. Per il resto, è un messaggio che non fa i conti con la divisione del paese. Ora aspettiamo Napolitano alla prova dei fatti, a cominciare dalla nomina dei componenti della Corte Costituzionale e dei senatori a vita».

«CONDIVISIBILE MA UN PO' DATATO» - Il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi: «Il Presidente Giorgio Napolitano ha disegnato un affresco interessante, di natura spiccatamente politica, anche se nel senso alto e nobile della parola, dei problemi dell'Italia, in gran parte condivisibile. Resta, tuttavia, complessivamente il sapore di una cultura datata e conservatrice».

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martedì, maggio 09, 2006



su "il giornale" di oggi 09/05/06 c'è una vignetta di Forattini nella quale c'è Stalin e Marx nell'inferno.
Marx, confuso dalla somiglianza tra S.M. Umberto II e napolitano, afferma che gli italiani vogliono riportare un Savoia al quirinale, allora stalin dice "imbecille, quello è solo il compagno napolitano.

Grazie Forattini

Primo messaggio agli Italiani dopo l’abdicazione di S.M. il Re Vittorio Emanuele III



Italiani!

Il mio augusto genitore effettuando il proposito manifestato da oltre due anni, ha oggi abdicato al trono nella fiducia che questo suo atto possa contribuire ad una più serena valutazione dei problemi nazionali nella pace imminente.
Nello assumere da Re quegli stessi poteri che già esercitavo da Luogotenente Generale, ho la piena consapevolezza della responsabilità dei doveri che mi attendono.
Fiero e commosso ricordo i caduti della lunga guerra, i morti nei campi di concentramento,, i martiri della liberazione e rivolgo il mio primo pensiero agli italiani della Venezia Giulia e delle terre d’oltremare che invocano di rimanere cittadini della Patria comune. Ai prigionieri di cui aneliamo il ritorno, ai reduci a cui dobbiamo ogni riconoscenza, a tutte le incolpevoli vittime della immane tragedia della Nazione.

La volontà del popolo espressa nei comizi elettorali determinerà la forma e la nuova struttura dello Stato, non solo per garantire la libertà del cittadino
E l’alternarsi delle parti al potere, ma per porre altresì la costituzione al riparo di ogni pericolo e da ogni violenza. Nella rinnovata monarchia costituzionale , gli atti fondamentali della vita nazionale saranno subordinati alla volontà del Parlamento dal quale verranno anche le iniziative e le decisioni per attuare quei propositi di giustizia sociale che , nella ricostruzione della Patria, unanimi perseguiamo.

Io non desidero altro che di essere il primo fra gli italiani nelle ore dolorose, ultimo nelle liete, e nelle une e nelle altre, restare vigile custode delle libertà costituzionali e dei rapporti internazionali che siano fondati su accordi onorevoli e accettabili.

Italiani!

Mentre nel mondo sussistono divergenze e divisioni e affannosamente si ricerca la via della pace, diamo esempio di concordia nella nostra civiltà cristiana.
Stringiamoci tutti intorno alla bandiera, sotto la quale si e’ unificata la patria che quattro generazioni di italiani hanno saputo laboriosamente vivere ed eroicamente morire.
Davanti a Dio giuro alla Nazione di osservare lealmente le leggi fondamentali dello Stato che la volontà popolare dovrà innovare e perfezionare.
Confermo altresì l’impegno di rispettare , come ogni italiano, le libere determinazioni dell’imminente suffragio, che ne sono certo, saranno ispirate al migliore avvenire della Patria.


Roma, 10 Maggio 1946

domenica, maggio 07, 2006

Voglio segnalare un post molto interessante e ben scritto.

E' il dubbio di un italiano che si rende conto dei vantaggi della monarchia alla repubblica.

era forse meglio il re

Buona lettura.

giovedì, maggio 04, 2006

Condivido questa frase pubblicata in un articolo de il corriere della sera di oggi.

La repubblica sta affondando?


Il vuoto che lascia l’addio di Ciampi, è un baratro in cui la Seconda repubblica rischia di essere inghiottita.

il corriere della sera

L'elezione del nuovo presidente della repubblica dovrebbe far capire agli italiani i limiti e le contraddizioni della repubblica.

L'Italia non è mai stato così divisa, dopo 60 anni il paese è spaccato esattamente a metà, la lotta tra i partiti per raggiungere il potere dilania il paese, mancano punti di riferimento chiari e condivisi, si cerca affannosamente un superpartes che in una repubblica non esiste.

Come invidio i paesi dove c'è la monarchia!

Mai come adesso in italia ci dovrebbe essere un Re!

lunedì, maggio 01, 2006

Proprio il 1 maggio, festa dei lavoratori, a milano e torino ci sono stati episodi di profonde divisione tra i politici e lavoratori.

Purtroppo la repubblica è dominata e divorata dai politici, ed infatti anche la festa dei lavoratori è diventata la festa di alcuni partiti.

Se la manifestazione del 1 maggio, invece di essere festa di tutti, è solo di certa parte politica, allora significa che la repubblica crea solo divisioni e scontri tra gli italiani.

una vera riconciliazione tra gli italiani è impossibile in questa repubblica.

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