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sabato, settembre 30, 2006




Mentre le famiglie italiane tirano la cinghia per arrivare a fine mese, a Montecitorio i deputati litigano per accaparrarsi gli euro che distribuirà la Finanziaria.

Come al solito i deputati di maggioranza e opposizione sono concordi nell'aumentarsi non solo lo stipendio ma anche i benefits.
Ormai non ci sono più limiti, chiedono di tutto e di più e senza peli sulla lingua: dai libri gratis al barbiere, da uffici più spaziosi a sconti per alberghi e cene. Eppure i nostri parlamentari vantano già un un lungo elenco agevolazioni.

In questa repubblica c'è sempre una costante : aumentare le tasse per i cittadini e dare più soldi ai deputati.

Gli italiani fanno sacrifici per mantenere un sistema repubblicano costoso, inefficente e che spreca denaro pubblico.

PS: Ecco la pagina del sito della Camera da cui si possono reperire informazioni sul Trattamento economico dei deputati.
Camera




Deputati, presto più soldi in busta
Nonostante una Finanziaria dura

Eccola, la solita stridente contraddizione. Mentre tutto fa pensare che il governo varerà una manovra di lacrime e sangue per molti, gli onorevoli deputati si aumentano lo stipendio.

Nel 2006 l'indennità parlamentare era stata di 92 milioni di euro, quasi 4 in meno rispetto al 2005, ma nel 2007 si arriverà a 96 milioni per balzare ben oltre i 99 nel 2008. Un bel "premio" che i parlamentari si autoconcedono grazie al solito meccansimo che vede le loro buste-paga agganciate con quelle dei giudici della Cassazione.

Lo denuncia un articolo del "Giornale" dove si precisa che, proprio mentre gli stipendi stanno per salire, i parlamentari mettono invece in luce i tagli alle spese che stanno (lodevolmente) realizzando nella loro gestione della Camera. Si legge nell'articolo: "A far l'elogio dei sacrifici e delle virtù sfoderate dalla camera dei deputati è proprio il collegio dei questori - i custodi dell'autodichìa materiale - per voce di Gabriele Albonetti, diessino emiliano, che snocciola tagli esemplari: 'ulteriori riduzioni' della dotazione finanziaria - le risorse dei contribuenti che il Tesoro fornisce al palazzo - 7 milioni d'euro in meno di qua, 8,8 di là, e udite udito persino un taglio alle onorevoli buste paga".

Peccato, si fa notare nell'articolo, che Albonetti si dimentichi di dire che, seppur quest'anno lo stipendio i deputati se lo sono ridotto (ma solo del 4%), nel 2007 e nel 2008 questi tagli li recupereranno in busta paga con gli interessi. E nel 2008 l'aumento sarà dell'8,2%, più del doppio rispetto all'inflazione programmata

tgcom

venerdì, settembre 29, 2006



Innanzitutto una preghiera per l'imperatrice della russia, e quindi un commento.

I paesi europei dell'est, che hanno subito il comunismo, senza polemiche e riserve hanno accolto con rispetto e commozione le spoglie dei loro Re e Regine.

Ad esempio in russia l'arrivo delle spoglie chiude una volta per tutte la sanguinosa vicenda legata alla famiglia imperiale di Nicola II, trucidata mentre si trovava in esilio sugli Urali da un commando del soviet subito dopo la rivoluzione d'ottobre.

Invece la repubblica italiana ha permesso (solo in seguito alla denuncia dei Savoia all'Unione Europea) il rientro in patria dei Principi viventi (attaccandoli però in modo subdolo con intercettazioni i cui testi estrapolati sono resi pubblici fuori da ogni contesto) ma continua a vietare il rientro in italia (Pantheon) delle spoglie dei Re e Regine d'Italia.

repubblica : Vergognati !!


Le spoglie dell'imperatrice Maria Fiodorovna sono tornate in terra di Russia

Le spoglie dell'imperatrice Maria Fiodorovna, madre di Nikolaj II , ultimo zar di Russia, sono giunte ieri mattina in Russia a bordo di una nave da guerra danese, la Esbern Snare, alle 9:00 ora locale (7:00 ora italiana) nel porto di Kronstadt, nei pressi di San Pietroburgo, salutate da 31 colpi di cannone sparati in aria.


La nave danese e' stata accolta da alte autorita' cittadine, prima fra tutte il sindaco di San Pietroburgo Valentina Matveenko, nonche' da una rappresentanza della famiglia dei Romanov . Esattamente un'ora dopo l'arrivo nel porto di San Pietroburgo, il feretro e' stato caricato su una nave della marina russa e trasferito nella residenza estiva della famiglia Romanov a Peterhof, cittadina situata sulle coste del golfo di Finlandia, a 32 chilometri a sud-ovest di San Pietroburgo.

Il sarcofago contenente i resti dell'imperatrice verra' esposto all'interno della Cappella Gotica della cattedrale Alexandr Nevskij di Peterhof e nell'arco dei due susseguenti giorni l'accesso al pubblico sara' libero. Successivamente il feretro verra' trasferito nel Palazzo di Caterina, a Zarkoye Selo, sempre nei pressi di San Pietroburgo, dove si celebrera' una cerimonia religiosa, dopo di che, giovedi' mattina, il sarcofago verra' nuovamente trasferito nella cattedrale di Sant'Isacco a San Pietroburgo per una funzione solenne tenuta dal partiarca della Chiesa ortodossa russa Aleksej II.

Dalla cattedrale di Sant'Isacco, che si trova nel pieno centro di San Pietroburgo, prendera' poi il via una processione lungo le strade del centro cittadino che accompagnera' il feretro sino alla fortezza di Pietro e Paolo, sulla rive del fiume Neva, all'interno della quale le spoglie dell'imperatrice Maria Fiodorovna verranno seppellite accanto alla tomba del marito, lo zar Alessandro III, nella tomba di famiglia dei Romanov.

sito
italia.pravda

mercoledì, settembre 27, 2006


In Russia aumenta il numero dei monarchici : quasi 30 milioni di russi a favore dello Zar.


Negli ultimi anni in Russia il numero dei monarchici si e' moltiplicato di ben 4 volte, e secondo un recente sondaggio popolare oggi ci sono 30 milioni di russi che vedrebbero di buon'occhio il ritorno dello Zar al potere.

Viva lo Zar!!



Secondo un recente sondaggio popolare, effettuato a settembre dal Centro nazionale studi di opinioni sociali (VIZOM), oggigiorno in Russia sono 30 i milioni di cittadini che vedrebbero di buon'occhio il ritorno dello Zar al potere. Tutto cio' sta a significare che negli ultimi tempi in Russia il numero di coloro che parteggiano per la monarchia si e' moltiplicato di ben 4 volte.


Dai risultati del sondaggio, emerge che il 3% dei cittadini russi e' profondamente convinto della bonta' della monarchia come forma di potere in Russia sino al punto da sapere esattamente a chi dovrebbe appartenere il trono, mentre un altro 19% in linea di massima non avrebbe nulla in contrario nei confronti del ritorno dello Zar al potere, con la differenza che questo 19% non ha espresso una particolare candidatura. Ma siccome la matematica non e' un'opinione, quello che conta e' il risultato finale: quasi 30 milioni di russi a favore dello Zar.

Potra' anche sembrare curioso, ma in Russia un sondaggio del genere venne gia' effettuato nella meta' degli anni 90', quando il movimento monarchico era in chiara fase ascendente: all'epoca tutti si misero alla ricerca delle proprie origini nobili e molti furono gli imbroglioni che asserivano di discendere direttamente dalla famiglia Romanov se non addirittura da quella Riurik. Nonostante cio', il totale dei cittadini russi favorevoli ad un ritorno della monarchia all'epoca fu solamente del 5-6%.

Ripristinare la monarchia in Russia e' teoricamente possibile, sebbene in Russia c'e' un proverbio che dice: "la carne macinata, indietro al tritacarne non la passi piu'". Ma se anche fosse, chi dovrebbe essere il monarca? A questo proposito va detto che gli stessi discendenti dei Romanov, tutti residenti all'estero, non e' che abbiano poi cosi' tanta fretta di diventare i nuovi Zar della Russia, altrimenti gia' da tempo vi sarebbero tornati cercando giornalmente in tutti i modi di conquistarsi il riconoscimento e le simpatie popolari.

Inoltre i risultati del sondaggio possono essere spiegati in ben altro modo: per la maggior parte dei russi la monarchia e' infatti sinonimo di potere forte, il cosiddetto "pugno di ferro", per il quale sono in molti ad avere una nostalgia tremenda sin dai tempi dell'Unione Sovietica.

italia.pravda

Sperando di non dimenticare nulla, ecco una breve cronologia del caso telecom :

1) Prima ci dicono che Telecom è una società in profonda crisi, costretta a scorporare Tim per pianare i debiti accumulati nel passato
2) Rovati, il consigliere economico di Prodi, senza dire nulla al governo, stabilisce in accordo con la telecom un piano di rilancio
3) Prodi dice di non sapere nulla del piano di Rovati
4) Secondo dei documenti invece si scopre che Prodi conosceva le intenzioni di Tronchetti ed il caso Rovati
5) Quindi le dimissioni di Rovati e sostituito da Guido Rossi che lancia segnali di allarme rosso per la grave situazione di Telecom
6) Il bubbone delle intercettazioni telefoniche illegali
7) Rossi alla Consob annuncia che il quadro finanziario del gruppo Telecom non è poi così disastroso e che non c'è più neppure bisogno di vendere Tim
8)Tronchetti Provera scende in difesa della Telecom affermando che "Noi siamo parte lesa e non abbiamo mai svolto intercettazioni" e che "la telecom è una società solida".
9) Sempre secondo Tronchetti, nel Paese c'è una «zona grigia» che sfrutta la debolezza della politica e dell'etica, ma che, prima o poi, dovrà venire a galla.

A questo punto dovrebbe esserci qualcuno, al di sopra dei sospetti e degli schieramenti politici ed economici, che ci spiegasse come stanno veramente le cose.
Purtroppo è solo illusione sperare di sapere cosa succede in questo paese, infatti in questa storia repubblicana quasi tutti gli scandali, stragi (di stato?), attacchi terroristici e corruzioni sono rimasti casi misteriosi ed irrisolti.

La realtà insegna che la repubblica italiana è un sistema contorto che alimenta la degradazione.
Insomma, come avere fiducia in uno stato inefficiente e corrotto?

La repubblica è la vera zona grigia!!

La vera zona grigia

Qualcosa finalmente si muove dentro l'occhio del ciclone che ha investito Telecom
....
Ieri è sceso in campo Marco Tronchetti Provera, azionista di riferimento Telecom, e presidente all'epoca dello scandalo-spie: e il tono è sembrato diverso.
Tronchetti ha ribadito com'è comprensibile la solidità di Pirelli ed Olimpia (dove sta il controllo Telecom), e ha difeso se stesso e i suoi più stretti collaboratori per la vicenda del conto svizzero, ricordando in proposito di essere stato vittima di un tentativo di estorsione, denunciato alla magistratura.
Quanto alle dimissioni dalla presidenza, la causa non è nella doppia crisi Telecom, aziendale e giudiziaria, ma nella politica, perché dopo la polemica con Prodi "si rischiava un conflitto istituzionale".

In compenso, Tronchetti Provera denuncia una "zona grigia" nel Paese, che sfrutta la debolezza della politica e dell'etica, ma che prima o poi - avverte - dovrà venire a galla. È interesse di tutti che ciò avvenga, per eliminare ogni opacità nella vita pubblica. Ma intanto, il primo imprenditore italiano può cominciare dalla "zona grigia" di casa sua, così estesa da pesare direttamente non solo sulla politica e sull'etica, ma anche - secondo i magistrati - "sui principi costituzionali fondanti di questo Paese".


sito
larepubblica

martedì, settembre 26, 2006


Ricordo che nel maggio 2006 gli ungheresi protestarono con il governo di Budapest per l'invito ufficiale rivolto al presidente della repubblica italiana, napolitano.

Molti ungheresi, vittime della ideologia comunista, non hanno dimenticato chi era napolitano, e lo considerano un ospite non desiderato perchè "diede sostegno internazionale agli assassini sovietici che hanno schiacciato nel sangue l'aspirazione dell'Ungheria alla liberta".

Neanche noi italiani dobbiamo dimenticare chi era napolitano


Napolitano sulla tomba di Nagy L'omaggio del presidente ai martiri della rivoluzione antisovietica del 1956

BUDAPEST - Una corona di fiori al Memoriale dei martiri della rivoluzione del '56 e un mazzo di rose bianche e rosse, strette da una fascia tricolore, sulla tomba di Imre Nagy, primo ministro all'epoca della rivolta e simbolo della repressione sovietica.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha iniziato la sua visita di un giorno in Ungheria, al nuovo cimitero di Budapest, con questo omaggio alle vittime della rivoluzione ungherese del 1956.


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corrieredellasera

giovedì, settembre 21, 2006



In questi giorni per i giornali e telegiornali italiani forse l'argomento più gettonato è il caso Telecom.
Inizialmente sembrava che l'aspetto economico, migliaia d'euro persi per la caduta delle sue azioni in borsa, ed i posti di lavoro a rischio, fossero i più importanti, ma le ultime notizie fanno capire che non è così.

Infatti leggendo le ultime notizie (in realtà non nuove leggete blog monarchico ) si capisce che il vero motivo che ha scatenato questo terremoto è che all'interno di Telecom c'è un grande orecchio , che per anni ha spiato tutti, dall'operaio al vip della finanza, dal politico alla soubrette dello spettacolo.

Inoltre le intercettazioni telefoniche sono proprio le armi più importanti a disposizione della magistratura ed ecco che i politici, per difendere gli amici o per distruggere i nemici, hanno tutto gli interessi di controllare questo potere.

In Italia la magistratura ha trasformato la politica, molti magistrati sono diventati politici, e la guerra tra la Politica e la Giustizia è talmente aspra che ci chiediamo se in Italia esiste ancora una Giustizia indipendente e sana.

In ogni caso la nuova tecnologia applicata alla telefonia ha un potere enorme che mette a rischio la democrazia e la libertà degli italiani.

Purtroppo in questa repubblica i fondamentali principi come la democrazia, la privacy e la libertà sono secondari agli interessi del Potere repubblicano.


I verbali dei magistrati di Milano: da Geronzi a Benetton migliaia di ascolti illegali
Patto di ferro con i Servizi segreti: in 344 pagine spaccato di un Paese sotto controllo

Operai, politici e banchieri nella rete del grande spione

MILANO - Un grande orecchio, segreto, illegale potentissimo per anni ha spiato tutti, dall'operaio al vip della finanza, dal politico alla soubrette dello spettacolo.
Un ristretto gruppo di potere, una organizzazione piramidale al cui vertice ci sono l'ex responsabile della Security Telecom, Giuliano Tavaroli, il titolare dell'agenzia d'investigazioni Polis d'Istinto, Emanuele Cipriani, e l'attuale manager Pirelli Pierguido Iezzi.

.....


Il grande orecchio nato all'interno di Telecom e Pirelli poteva contare su "un piccolo esercito - scrive il gip- di investigatori, pubblici dipendenti infedeli, che per denaro vendevano informazioni" . Ma soprattutto sia Tavaroli che Cipriani avrebbero potuto contare su un canale privilegiato con i servizi segreti. Nell'allegato 17 all'ordinanza, ci sono (in fotocopia) organigrammi riservati all'Autorità nazionale per la sicurezza, del ministero della Difesa, dell'Interno, dell'Economia, della presidenza del Consiglio dei Ministri, della camera, Dei Ros, del Cesis, del Sismi, del Sisde, dei Carabinieri".


sito
larepubblica

domenica, settembre 17, 2006


L'Islam "lincia" il Papa, e l'UE ed il governo italiano stanno zitti.
Io sto con Benedetto XVI.

La cosa che sorprende ed indigna è il silenzio dell'Europa e dell'Italia in merito alle parole del Papa.
Evidentemente rinunciare a spendere una parola in difesa del Santo Padre è un segnale di debolezza ed a questo punto c'è da chiederci se all'interno della nostra civiltà ci sono settori molto influenti del fondamentalismo islamico.

La questione non è di chiederci se accettiamo o no le tesi del Papa, perchè a questo punto c'è qualcuno che vuole mettere in discussione il diritto di pensare, il diritto di dissentire e di esistere.

Cara Italia e cara europa, non bastano gli inviti al dialogo interreligioso, ed il rispetto per le culture diverse, per dialogare si deve anche e soprattutto difendere la nostra civiltà, religione, storia e tradizioni.

Messico: una repubblica, due presidenti, ed un paese diviso in due

crisi politica e quindi della repubblica

I presunti brogli e il riconteggio parziale non sono serviti a cambiare le sorti delle elezioni presidenziali, e la sentenza del Tribunale elettorale messicano aveva stabilito che Calderon vinse per solo lo 0,56% dei voti.

Adesso Obrador, lo sconfitto alle presidenziali del 2 luglio, si e' autoproclamato "presidente".

Il caso messicano dimostra per l'ennesima volta i rischi del sistema repubblicano, e cioè che il presidente non è mai di tutti ma solo di chi lo vota.
Quando poi la differenza dei voti dei contendenti è minimo, il paese è veramente diviso in due e si rischia la guerra civile.

E' sconvolgente il disinteressamento dei media e dei governi mondiali alla vicenda, ma d'altronde la nomenKlatura vuole nascondere i limiti e le contraddizioni della repubblica.

Il Messico è spaccato in due, la lotta tra i partiti per raggiungere il potere dilania il paese, in una repubblica non esiste un capo di stato superpartes e di tutti.

A questo punto : cosa servono le elezioni presidenziali se i risultati possono essere falsati, se non si capisce chi ha vinto e perso, e se lo sconfitto si autoproclama presidente?
Le elezioni presidenziali, invece di unire, spaccano il paese in due e si rischia una guerra civile!

Messico: Obrador si autoproclama presidente

CITTA' DEL MESSICO - Come era nelle attese, il leader della sinistra messicana uscito sconfitto alle presidenziali del 2 luglio con appena lo 0,56% si e' autoproclamato "presidente legittimo".

Manuel Lopez Obrador ha portato nella piazza dello Zocalo, a citta' del Messico, centinaia di migliaia di sostenitori, che hanno dichiarato "illegittimo" il governo del conservatore Felipe Calderon. Il Paese e' spaccato a meta', dopo la recente vittoria sul filo del rasoio ottenuta dalla destra. (Agr)

sito
corriere della sera

sabato, settembre 16, 2006



Il caso Telecom? Un’eredità del sistema repubblicano, dove i governanti o sono incapaci o pensano solo ai loro interessi e dove non esiste un vero capitalismo.

Non sono un economista, ma da semplice cittadino penso che le privatizzazioni hanno senso solo se ci sono dei vantaggi, e cioè se :
1) lo Stato incassa denaro fresco per evitare di aumentare le tasse
2) le aziende privatizzate entrano a far parte di un regime di mercato


Purtroppo in Italia i vantaggi delle privatizzazioni sono pura teoria, perchè ho l'impressione che lo Stato non ha venduto ma svenduto le sue aziende, specialmente nel campo delle telecomunicazioni, per poi spendere di più per acquistare altre aziende che valevano la metà per non dire un quarto.
Come se non bastasse, i nostri governanti non hanno trovato di meglio che colpirci con altre tasse.

In realtà le privatizzazioni sono servite più agli imprenditori per non correre i rischi della competizione internazionale e per coprire i loro buchi finanziari.
Purtroppo in Italia, le aziende privatizzate continuano a essere condizionate dalla classe politica, che non è quasi mai stata all'altezza dei suoi compiti.

In questa repubblica nulla di nuovo : come prima e peggio di prima.


Telecom: si dimette Tronchetti Provera
Svolta dopo l'annuncio dello scorporo di Tim (confermato) e le polemiche politiche: «Lascio per salvaguardare azienda»

MILANO - Clamorosa svolta al consiglio di amministrazione straordinario di Telecom convocato nella serata di venerdì a Milano. Il presidente Marco Tronchetti Provera si è dimesso. Al suo posto il Cda ha nominato alla presidenza Guido Rossi, attualmente commissario straordinario della Federazione calcio.

corriere della sera


Dopo le clamorose dimissioni del numero uno di Telecom opposizione
all'attacco. Chiti: "Il suo abbandono è una decisione autonoma del cda"
Le reazioni all'addio di Tronchetti
La Cdl: "Vicenda oscura, Prodi riferisca"
Ma oggi il premier aveva già escluso un suo passaggio alla Camere
commentando questa eventualità con un deciso "Ma siamo matti?"

sito
la repubblica


Tronchetti: con voi e Rossi l'azienda sarà più libera, basta persecuzioni
Nessuno dei consiglieri Telecom era informato delle sue intenzioni
Tronchetti al Cda: "Vado via,
vogliono tagliarci le unghie"

Tronchetti al Cda: "Vado via,
vogliono tagliarci le unghie"

Marco Tronchetti Provera

Le ultime parole prima dell'addio: "Qualcuno deve
dimostrare che questo andazzo non può essere tollerato"

sitola repubblica

giovedì, settembre 14, 2006

Il sistema repubblicano ha sempre aumentato i costi statali e soprattutto quelli della politica.
Anche il federalismo è stato accettato dal "potere" perchè facilita ancora di più la dilatazione dei costi della politica. (+poltrone...)

Napolitano, alto esponente politico del partito comunista/DS ed ora capo di stato votato solo dai partiti della maggioranza, con questa affermazione critica se stesso e il sistema repubblicano.
Napolitano, repubblicano pentito?

Invece di fare discorsi generici e che spesso cadono nel nulla, perchè non dare l'esempio, diminuendo il suo stipendio presidenziale e dare trasparenza ai costi della gestione del quirinale, ancora top-secret ?


«Combattere fenomeni di spreco da congestione istituzionale e in special modo di dilatazione del costo della politica è parte importante del discorso sull'efficienza del governo e amministrativa in particolare nel Mezzogiorno».

Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo giovedì mattina alla Fiera di Bari, spiegando che bisogna razionalizzare e semplificare, rivedere «duplicazioni e confusioni» e incarichi elettivi e non elettivi retribuiti in modo ingiustificato.


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corriere della sera

martedì, settembre 12, 2006

Il sistema repubblicano fa acqua da tutte le parti, il debito delle amministrazioni pubbliche ha raggiunto il massimo pochi mesi fa, e gli italiani sono sempre più tassati .....


Debito, nuovo record a giugno

A 1,594 milioni e continua boom fisco: in 7 mesi +23 mld (ANSA) -

ROMA, 12 set - Nuovo record per il debito delle amministrazioni pubbliche, che a giugno ha raggiunto il livello di 1,594 milioni di euro. La Banca d'Italia rende anche noto che continua anche a luglio il boom delle entrate fiscali. Il gettito tributario di cassa dei primi sette mesi dell' anno tocca quota 206,8 miliardi di euro, con un incremento del 12,6%. In soldoni, l'aumento segnato dalle imposte e' pari a 23,2 miliardi di euro.

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ansa

lunedì, settembre 04, 2006

La repubblica italiana è in declino ......

A quando un nuovo risorgimento ?



Osservatorio Lisbona,declino Italia

'Troppi lacci e troppa Pubblica amministrazione'
(ANSA) - ROMA, 4 set -

L'Italia e' 'in declino' e questa situazione 'dipende da una serie di ritardi strutturali' fa sapere l'Osservatorio di Lisbona. I difetti che pesano di piu' vanno dal nanismo delle imprese alla scarsa produttivita' delle risorse umane, dal peso sull'economia del settore pubblico alle difficolta' relative a energia e trasporti.

Il giudizio e' del Rapporto dell'Osservatorio sull'attuazione della strategia di Lisbona, secondo cui Prodi deve continuare sulla linea delle riforme.

ansa

domenica, settembre 03, 2006

Finite le ferie per molti italiani, ritorna in primo piano lo scontro tra il presidente della repubblica ed i politici ed il parlamento.

Napolitano, importante esponente del partito comunista e dei ds, partecipando ed intervenendo all'incontro di cernobbio ha fatto un discorso politico.

Ovviamente il sistema repubblicano cerca sempre di nascondere lo scontro tra il presidente della repubblica ed i politici, ed afferma che le parole rivolte da napolitano non si prestano ad alcun equivoco o strumentalizzazione, ma la realtà è un'altra....

Non è questione di equivoci o strumentalizzazioni, si sente sempre di più la mancanza di una capo di stato imparziale e di tutti gli italiani, e dobbiamo subire l'ingerenza del presidente della repubblica nel dibattito politico.

W la Monarchia!



Il capo dello Stato richiama le forze politiche.
L'ex ministro del Tesoro "Vuole il compromesso storico".
La replica: "Non strumentalizzi"
Napolitano: "Poli uniti sui conti pubblici" ed è scontro con Tremonti

la repubblica

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