Il detto è una repubblica - usato per spiegare qualcosa che non funziona o il marasma che ci attornia - e' sempre piu' attuale ed appropriato.

In questo momento la propaganda dalla repubblica sta raggiungendo l'apice della sua arroganza e violenza e l'associazione anti savoia, che vorrebbe addirittura esiliare nuovamente i Savoia, indica il degrado nel quale tutti quanti siamo finiti.
E poi perche' questa onlus vuole contrastare il risarcimento chiesto dai Savoia (una tantum) e non si lamenta che (ogni anno) il quirinale repubblicano costa piu' del palazzo della regina Elisabetta II ?

Per cercare di arginare il malcostume e le false verita' che purtroppo dominano, vorrei spingere alla riflessione gli italiani dando spazio nel mio blog ad una lettera pubblicata nel sito newsbox.

I protagonisti di questa lettera sono due veri italiani, il signore Carletto Cairo di Ceva, classe 1922, e il signore A.B. classe 1938.
Il primo fu catturato a Zara ed internato in un campo di concentramento da dove ritorno' menomato nel corpo e nello spirito per aver voluto mantener fede al giuramento di fedelta' al Re.
Non vuole commentare il fango che viene buttato addosso ai Savoia dagli avvoltoi e falsi italiani, aveva le lacrime agli occhi.....

Il signore A.B e' del 1938, che seguendo l'esempio di suo padre - nel 1947 preferi' abbandonare i suoi beni e la sua terra passata alla Francia per continuare ad essere Italiano - ha bene in mente gli insegnamenti di suo padre, non tradire mai il giuramento dei tuoi vecchi.
Di convinzioni monarchiche vede nella Monarchia l'unica istituzione che puo' salvare L'Italia e desidera che il suo feretro sia avvolto nel tricolore con al centro lo stemma sabaudo.

Si puo' non condividerla ma e' una lettera civile e nobile che deve essere rispettata da tutti.

Vorrei spingere alla riflessione e dire che per capire la Storia si deve ragionare con la propria testa e non accettare quella confezionata dal regime repubblicano.
Se poi non si sopporta i Savoia, non riesco a capire come mai - a maggior ragione - queste persone non odiano il Potere (da piu' di mezzo secolo la repubblica) che effettivamente e' il vero responsabile della drammatica situazione nella quale e' sprofondato il nostro paese.
La colpa e' sempre ed ancora della Monarchia?

Quando avvengono grandi cambiamenti storici e politici c'e' sempre il rischio di distruggere insieme alla cosa sbagliate anche quelle valide.
E' quello che avvenne nel passaggio dalla monarchia alla repubblica, quando tutta la colpa della guerra e del fascismo fu addebitata a Re Vittorio Emanuele III.
I partiti - tra i quali dominava l'ideologia comunista - per conquistare completamente il Potere abbandonarono la Monarchia, l'istituzione che realizzo' l'Unita' e che - visto come sono poi andate le cose - avrebbe garantito un futuro migliore all'Italia.
Insieme all'acqua sporca (fascismo) si butto' via anche il bambino (monarchia), con il risultato che l'Italia non ha piu' identita', e' in balia di organi internazionali e finanziari che hanno ben poco della democrazia, le istituzioni vivono nei palazzi dorati lontani dagli italiani, abbiamo un deficit pubblicato pazzesco ... l'elenco e' lungo.

Il celebre libro La casta dei politici - una raccolta di corruzione ed inefficenza del sistema italiano - dovrebbe intitolarsi La casta della repubblica.

Purtroppo ormai dominano l'odio, il rancore e l'assurdo principio di fregare il prossimo ...
Che senso ha farci del male a vicenda ?

Un urlo nella blogosfera dal mio blog.


LA MONARCHIA: UNICA SALVEZZA PER L'ITALIA

'Non mi associo alla richiesta sabauda' ma questa Italia deve aprire gli occhi.

Abbiamo raccontato appena ieri la storia di un ex deportato dei lager nazisti che non ha gradito l'esternazione dei Savoia in merito al risarcimento milionario chiesto allo Stato. L'uomo, Marino Pavone, intervistato da Striscia La Notizia, ha espresso la volonta' di incontrare i Savoia dopo la richiesta dei reali di 260 milioni di euro come risarcimento danni per le vicende della storia passata. Pavone vorrebbe raccontare ai Savoia come si vive in un lager nazista. Ci scrive dal Piemonte un lettore del nostro giornale, A.B, per esprimere la sua opinione a proposito del gesto dei Savoia.

'Ho fatto leggere il vostro articolo- scrive A.B.- a Carletto Cairo di Ceva, classe 1922. Catturato a Zara fu internato in un campo di concentramento da dove ritorno' menomato nel corpo e nello spirito per aver voluto mantener fede al giuramento di fedelta' al Re. Non ha voluto commentare, aveva le lacrime agli occhi.Quest'uomo, poeta dialettale piemontese, e' il padre di Albertino Cairo, notoriamente conosciuto come 'l'angelo di Kabul' per la sua grande opera umanitaria che da anni compie in quel paese.

Chi le scrive, invece, classe 1938, ha bene in mente gli insegnamenti di suo padre, 'non tradire mai il giuramento dei tuoi vecchi'.
Il nostro lettore esorta quindi a comprendere 'lo sdegno di un uomo per la richiesta dei danni da parte dei Savoia.Sono di convinzioni monarchiche perche' vedo in quest'istituzione l'unica salvezza possibile di quest'Italia che amo con tutto il mio cuore, seguendo l'esempio di mio padre che nel 1947 preferi' abbandonare i suoi beni e la sua terra passata alla Francia per continuare ad essere Italiano.
Non mi associo alla richiesta sabauda, ma fremo d'indignazione leggendo gli insulti e gli improperi rivolti a questa Famiglia. Nessun uomo al mondo puo' giudicare l'operato di Casa Savoia in 1000 anni di storia d'Italia: solo Dio ne e' giudice perche' ne fu testimone.

E non mi associo alla presunta legalita' della nascita della Repubblica.
In quest'Italia dove una guardia giurata, percio' una persona per bene, come tante altre in Italia, andando a cena ha bevuto una birra si suicida per aver perso la patente e non poter piu' lavorare, dove uno straniero ubriaco uccide quattro persone e viene condannato agli arresti domiciliari in un lussuoso residence, dove si da' la cittadinanza onoraria ad una persona condannata a molti anni di carcere per eversione e forse non solo questo, c'e' posto anche per questa richiesta che, personalmente intendo solo provocatoria nei confronti dello Stato perche' le loro Altezze Reali ben sanno che a pagare sarebbe il popolo e questo sicuramente non e' nei loro progetti.
Un popolo dissaguato dal malgoverno, a cui rimangono solo piu' gli occhi per piangere. Ma quei signori che stanno nei palazzi del potere manipolando la notizia a loro favore, con quei quattro illusi che non hanno ancora capito il fallimento della loro idealogia, che se aprissero il pugno cadrebbe la 'cicca' fascista d'un tempo, gettano fango sui discendenti di una famiglia che ha costruito nei secoli l'Italia.
La monarchia sabauda e' stata sepolta ad Altacomba con Sua Maesta' Umberto II° che ha voluto nella sua bara il sigillo dello Stato.
Percio' mi chiedo : 'Che cosa guarda il repubblicano Ministro Guardasigilli?'
Che cosa vuole in effetti questo ramo dei Savoia che ha contravvenuto alle regole dinastiche di Famiglia? Non so.

Comunque, come tanti altri, quando sara' ora, il piu' lontano possibile, il mio feretro sara' avvolto nel tricolore con al centro lo stemma sabaudo'.

AB.

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