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giovedì, giugno 28, 2007


La cronica crisi dei rifiuti che colpisce Napoli e la Campania ha spinto la Commissione europea ha avviato una procedura d'infrazione contro la repubblica italiana per il rischio di diffusione di malattie e di inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo.

Nella nota di bruxelles, la Commissione ritiene che gli impianti regionali per lo smaltimento dei rifiuti siano inadeguati e presentino grossi rischi per la salute e per l'ambiente, una situazione che costituisce una patente violazione della normativa Ue sui rifiuti.

Inoltre la Commissione procede anche alla valutazione dei progetti del governo italiano che intende aprire quattro nuove discariche di rifiuti in Campania.

Le immagini scioccanti di immondizie che marciscono nelle strade della Campania e cittadini esasperati che incendiano i rifiuti hanno scioccato anche gli europei, e l'UE chiede alla repubblica italiana di agire prontamente per rimettere in efficienza gli impianti di gestione dei rifiuti in Campania e fare in modo che i rifiuti siano raccolti senza pericolo per la salute umana e per l'ambiente come prescrive la normativa europea.

Un'altra vergogna repubblicana ...


La Ue avvia una procedura d'infrazione

BRUXELLES - La Commissione europea ha avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia per la "cronica crisi" dei rifiuti che colpisce Napoli e il resto della regione Campania. Lo ha reso noto oggi lo stesso esecutivo europeo sottolineando che "il rischio di diffusione di malattie e di inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo desta gravi preoccupazioni per la salute umana e per l'ambiente".

La Commissione, si legge in una nota, ritiene che "gli impianti regionali per lo smaltimento dei rifiuti siano inadeguati e presentino grossi rischi per la salute e per l'ambiente, una situazione che costituisce una patente violazione della normativa Ue sui rifiuti". Per questo la Commissione ha inviato all'Italia una "lettera di costituzione in mora" - la prima fase della procedura d'infrazione - chiedendo anche informazioni sui provvedimenti eventualmente presi per proteggere la salute umana e l'ambiente nella regione. Contemporaneamente, la Commissione procede anche alla valutazione dei progetti del governo italiano "che intende aprire quattro nuove discariche di rifiuti in Campania".

L'esecutivo Ue intende infatti accertare, spiega ancora la nota di Bruxelles, "se siano compatibili con la normativa Ue e assicurarsi che risolvano, nel lungo periodo il drammatico problema dei rifiuti nella regione". Secondo la Commissione l'Italia è venuta meno agli obblighi della direttiva quadro sui rifiuti che impone agli stati membri di "prendere tutte le misure necessarie per impedire che i rifiuti vengano abbandonati, riversati o smaltiti in modo incontrollato".


ansa

mercoledì, giugno 27, 2007


La storia è sempre imposta dai vincitori o presunti tali.

In Italia il 10 giugno la Corte di cassazione ufficializzò il risultato del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 ma non proclamò la repubblica in attesa di esaminare le contestazioni.
La repubblica non fu MAI proclamata.

Il governo, guidato da De Gasperi, cerca un accordo con il re Umberto II per avviare il trapasso dei poteri, ma la corona rifiuta.
L'indomani nel Sud si scatena la piazza monarchica. A Napoli, già teatro in precedenza di scontri sanguinosi, la folla assale la sede del Pci, in via Medina, dov'è stato esposto un tricolore senza lo stemma sabaudo.
Quel giorno a via Medina scoppia infatti una violenta battaglia, risolta dalle mitragliatrici della polizia ausiliaria (composta perlopiù di ex partigiani), che falciano i dimostranti: sul terreno restano diversi morti, tutti monarchici.
Due giorni dopo Umberto II lascia l'Italia.

Visto che l'eccidio avvenuto a napoli non è mai stato ricordato da nessun testo scolastico, la storia repubblicana ha ucciso una seconda volta quei giovani italiani, colpevoli solo di manifestare apertamente e pacificamente i loro ideali e la contrarietà all'esito del Referendum istituzionale.

Ricordiamo i giovani Caduti in via Medina nel giugno 1946 morti per essere rimasti fedeli al Re e alla Patria.
I loro nomi: Guido Beninati, Ida Cavalieri, Felice Chirico, Gaetano d’Alessandro, Francesco d’Azzo, Vincenzo Di Guida, Mario Fioretti, Michele Pappalardo, Carlo Russo.


Quei monarchici di Napoli uccisi anche dalla storia

Leggendo il bel saggio (fresco di giornata) di Marco Demarco sugli interessati ritocchi apportati dalla storiografia comunista (ex, post e neo) agli eventi napoletani degli ultimi cinquant’anni (L’altra metà della storia. Spunti e riflessioni su Napoli da Lauro a Bassolino, Guida editore) a un certo punto ci si imbatte, non senza un moto di stupore, in una notizia che pur essendo vecchia di ben sessantun anni, può considerarsi tuttavia assolutamente inedita.

Accadde a Napoli l’11 giugno 1946, in via Medina, davanti alla sede della federazione del Pci, dove ci fu una strage durante la quale, sotto il fuoco dei mitra della polizia, rimasero uccisi sette poveri cristi e feriti una cinquantina di disgraziati.

Come si arrivò a quell’eccidio? Dalla ricostruzione di Demarco (la prima, per quanto ne so, che sia sta finora tentata) risulta che la strage fu il momento culminante della tensione esplosiva manifestatasi a Napoli tra repubblicani e monarchici all’indomani del referendum istituzionale del 2 giugno.
Oltre l’80 per cento dei napoletani, avendo votato per la corona, aveva infatti trovato quei risultati inaccettabili.
Il ministro dell’Interno, il socialista Romita, prevedendo dei tumulti, aveva quindi mandato in città dei reparti di polizia ausiliaria composti da ex partigiani.
Il 7 giugno, durante una manifestazione monarchica, un giovane popolano di 14 anni (Carlo Russo) era caduto falciato dai mitra di quei singolari poliziotti.
Stessa sorte era toccata l’8 giugno a uno studente monarchico mentre rientrava da un’altra manifestazione.
Due giorni dopo la Corte di cassazione ufficializzò il risultato del referendum ma non proclamò la repubblica in attesa di esaminare le contestazioni.
Si arrivò così all’11 giugno. Quella mattina per Napoli si sparse la notizia che dai balconi della sede del Pci, accanto alla bandiera rossa con falce e martello, sventolava un tricolore privo dello stemma sabaudo. Migliaia di monarchici si diressero allora verso via Medina per rimuovere quel vessillo. Pochi minuti dopo il centro di Napoli si trasformò in un inferno. La polizia ausiliaria aprì il fuoco contro i manifestanti che stavano scalando il palazzo. I monarchici incominciarono a innalzare delle barricate contro le camionette della Celere. Soltanto con l’arrivo dei carabinieri e della polizia militare americana venne riportata la calma.

Sulla vicenda la storiografia ufficiale aveva fatto calare un silenzio che si è rotto solo oggi grazie al libro di Demarco. Silenzio motivato naturalmente dalla circostanza che quel giorno a perdere la vita furono solo dei poveracci di destra.
E questo spiega perché, quando si discorre delle stragi del secondo dopoguerra, tutti ricordano i dodici morti di Portella della Ginestra (1° maggio 1947), ma quasi nessuno i nove poveri ingenui «lazzaroni» monarchici caduti a Napoli soltanto un anno prima.

ilgiornale

lunedì, giugno 25, 2007



Purtroppo le famiglie italiane sono sempre più indebitate.

L'aumento dei tassi di interesse sta mettendo in ginocchio molte famiglie e con gli alti tassi di interesse - dice la Banca dei Regolamenti Internazionali - sono aumentati i casi di morosità.

Ora la previsione è quella di un ulteriore aumento dei tassi e le vendite forzate potrebbero accrescere lo stock di abitazioni offerte sul mercato, esercitando ulteriori pressioni al ribasso sui prezzi.

In pratica pagare i mutui sarà più difficile, questo avrà un impatto sui conti delle famiglie ed è facile che immaginare che molti appartamenti finiranno a ingrossare l'elenco delle aste giudiziarie.

Quindi al debito pubblico dello stato repubblicano (ormai incalcolabile, tanto che ogni bimbo italiano che viene al mondo si ritrova già indebitato a vita) si aggiunge che molti italiani sono sempre più indebitati anche nei confronti della banche, in quanto non riescono più a pagare gli alti tassi d'interessi per l'acquisto della casa.

Di male in peggio ....


I debiti delle famiglie sfiorano i 300 miliardi
Secondo i conti ufficiali di Bankitalia ad aprile 2007

(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Famiglie italiane sempre piu' indebitate. Tra prestiti e mutui il ricorso a banche e finanziarie sfiora ora la soglia dei 300 miliardi.

Il dato - secondo i conti ufficiali della Banca d'Italia - sono cresciuti di 24,4 miliardi in soli 12 mesi. Secondo la fotografia della situazione a fine aprile 2007, l'indebitamento dei cittadini residenti ha raggiunto la vetta di 299,2 miliardi di euro, una media di 13mila euro a famiglia.
ansa

venerdì, giugno 22, 2007


A quanto pare a napoli i rifiuti continuano ad essere abbandonati lungo le strade e bruciano ancora i cassonetti.

Non avevano detto alcuni politici che in pochi giorni sarebbe migliorata la situazione?
Non era intervenuto anche napolitano ?

Gli italiani sono abbandonati dalle istituzioni!

Napoli: 2500 t di rifiuti in strada

Bruciano ancora i cassonetti, 70 gli interventi nella notte

(ANSA) - NAPOLI, 22 GIU - Sono oltre 2500 le tonnellate di spazzatura accumulate lungo le strade di Napoli a causa degli stop registrati negli impianti di Cdr. Al lavoro i compattatori dell'Asia nei quartieri dove la situazione e' maggiormente a rischio. Disagi in diversi comuni della provincia, aggravati dal caldo. Preoccupati gli operatori della fascia costiera domiziana: la presenza dei rifiuti potrebbe infatti mettere a serio rischio la stagione turistica. E bruciano ancora i cassonetti: 70 gli interventi.

ansa

Gli italiani da tempo non hanno fiducia delle istituzioni (come potrebbe essere il contrario ..), ed adesso sono molti preoccupati perchè hanno paura del futuro.

Infatti la colpa più grave dell'istituzione repubblicana è che il suo totale fallimento ha tolto agli italiani la speranza di avere un futuro migliore.

Il recente libro “La Casta” ed il fenomeno tangentopoli dimostrano che la corruzione della repubblica non è un caso isolato.
Inoltre la classe politica è lontana dagli italiani, la repubblica è diventata una oligarchia, assistiamo ad aspre lotte tra le funzioni delle istituzioni....

Inoltre lo stato, prima di tutto, dovrebbe preoccuparsi degli italiani !


Napolitano: Mi preoccupa lo stato delle istituzioni.

Giorgio Napolitano è preoccupato per lo stato delle istituzioni. E chiede a maggioranza e opposizione di creare in Parlamento un clima costruttivo, per sbloccare la situazione e consolidare il processo di ripresa economica e di nuova competitività.
...
Quello di Napolitano è un grido d’allarme per le Camere quasi paralizzate, che per le troppe difficoltà «non producono quanto dovrebbero». Per il Capo dello Stato ci sono, invece, provvedimenti essenziali per il nostro Paese, che richiedono un forte impegno in Parlamento.
...
Insomma, per Napolitano, per funzionare meglio e costare meno le istituzioni devono subire «un processo di snellimento.
ilgiornale


Napolitano: Sono preoccupato per lo stato delle istituzioni

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è «preoccupato per lo stato delle istituzioni». Lo ha detto intervenendo, oggi a L’Aquila, ad un incontro con i sindaci d’Abruzzo e raccontando l’incontro avuto ieri con la Cdl al Quirinale. «Sono preoccupato - ha esordito il capo dello Stato - per lo stato delle nostre istituzioni. Ieri ho incontrato le forze di opposizione, un incontro normale, per quanto abbia fatto scalpore sulla stampa, perché sento di dover avere rispetto per le forze di opposizione come per quelle di maggioranza. Sono preoccupato - ha proseguito Napolitano - per lo stato delle istituzioni. Ci sono provvedimenti essenziali che richiedono impegno in Parlamento e anche un certo clima costruttivo».
lastampa

martedì, giugno 19, 2007


Prodi : C'e' un'aria irrespirabile nel Paese
D'alema : Qui c'e' un'aria irrespirabile e un clima piuttosto preoccupante
Calderoli: Ha ragione Prodi: l'aria e' diventata irrespirabile e lo e' per la puzza di cadavere in decomposizione

I sintomi di malessere degli italiani nei confronti del sistema repubblicano sono evidenti, gli sprechi del denaro pubblico hanno raggiunto livelli incredibili mentre la classe politica pensa ai suoi interessi.

La repubblica è una oligarchia che ha inquinato anche l'aria ....



Prodi: "C'e' un'aria irrespirabile nel Paese"
C'e' "aria irrespirabile nel paese", secondo Romano Prodi, che ha fatto un chiaro riferimento all'atteggiamento ostile dell'opposizione.

Dagli argini del fiume Po, il grande fiume italiano che ha bisogno di aiuto per tornare ad essere il grande fiume del passato, il presidente del Consiglio, Romano Prodi - intervenendo a Boretto al convegno dei parlamentari dell'Ulivo per il rilancio del fiume - ha detto che occorre imparare "una lezione di responsabilita'".

"Tutto quello che ho cercato di fare in questi anni, governo, Partito democratico - ha spiegato Prodi, ricordando che sono qui sul fiume le sue origini - e' cercare di dare al Paese una governabilita' di lungo periodo: per questo - ha spiegato - ho speso tante energie ad oppormi invano ad una legge elettorale che impediva al Paese di fare un salto in avanti. L'ho sentita in modo addolorato - ha detto ancora Prodi - come una legge che ci riportava indietro, che ci impediva di sedere con altri Paesi a pari condizioni. Questo - ha concluso - e' il dramma dell'Italia di oggi. Le nostre industrie si vanno rafforzando - ha detto ancora Prodi - ma non c'e' il senso del futuro, tutto e' accorciato. Di fronte a un fiume il senso del futuro - ha voluto ribadire Prodi - e' indispensabile per rimetterlo a posto".
rai

D'Alema: c'e' aria irrespirabile
"E un clima piuttosto preoccupante", aggiunge vicepremier

(ANSA)- ROMA,19 GIU- Il vicepremier Massimo D'Alema conferma le parole di Romano Prodi: "Qui c'e' un'aria irrespirabile e un clima piuttosto preoccupante".

Lo ha fatto aprendo la puntata di Ballaro' in risposta ad una domanda del conduttore Floris. "Rischiamo di pagare un prezzo molto alto come Paese e c'e' un clima di enorme confusione", ha aggiunto il ministro degli Esteri. "In tutto il mondo la classe politica e quella economica fanno squadra e difendono gli interessi del proprio paese", ha aggiunto D'Alema
ansa


GOVERNO: CALDEROLI, ARIA IRRESPIRABILE DI GOVERNO IN DECOMPOSIZIONE

PRODI NON VENGA CON I SUOI ZOMBIE A INQUINARE IL PO E LA PADANIA

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - ''Ha ragione Prodi: l'aria e' diventata irrespirabile e lo e' per la puzza di cadavere in decomposizione, peccato che proprio Prodi e compagni non si siano ancora accorti di essere loro i morti che fanno puzzare l'aria con la loro decomposizione". Lo ha dichiarato il coordinatore delle segreterie della Lega,Roberto Calderoli.
adnkronos

giovedì, giugno 14, 2007


In maniera provocatoria, un pensionato ha spedito un vaglia da un euro ai presidenti delle Camere per contribuire al sostentamento di deputati e senatori.

Prendiamo tutti esempio da questo pensionato per svergognare la repubblica che sperpera denaro pubblico.


BASSANO DEL GRAPPA (VICENZA) - Un vaglia da un euro spedito ai presidenti delle Camere per contribuire al "sostentamento" di deputati e senatori, una piccola offerta sottratta alla sua magra pensione per "i poveri rappresentanti del popolo italiano". L'iniziativa provocatoria è di un pensionato di 66 anni di Bassano del Grappa, Domenico Grego, che al vaglia inviato a Bertinotti e Marini, come rappresentanti di tutti i parlamentari italiani, ha allegato anche una breve letterina.

"Chi scrive è un pensionato che, come molti, fatica ad arrivare alla fine del mese dopo 40 anni di lavoro - sottolinea la lettera riportata sulle pagine locali del Gazzettino - Ora, vedendo i privilegi dei politici italiani, con il loro record mondiale che detengono in quanto a stipendio, mi vergogno per loro per questa situazione".
Il pensionato continua puntando l'indice contro il "dissanguamento che recano all'economia italiana a causa della loro bramosia di sperpero de denaro pubblico" e chiede come i politici possano non rendersene conto.
"Mio padre sicuramente si starà rivoltando nella tomba vedendo questa povera Repubblica", conclude Grego, figlio di un uomo che combatté nella Resistenza e che 50 anni fa "invitava a pranzo i poveri che chiedevano l'elemosina".

ansa

mercoledì, giugno 13, 2007



Il 13 giugno 1946, Re Umberto II lasciava il Quirinale e partì da Roma per un definitivo esilio.
I Granatieri di Sardegna e Reali Corazzieri rendono per l'ultima volta gli onori al Sovrano.

Il confronto tra Re Umberto II e tutti i presidenti della repubblica non da scampo alla repubblica .
I trentaquattro giorni che lo hanno visto Re onorano l'Italia più dei 60 anni successivi.

W il Re !

lunedì, giugno 11, 2007


Non capisco come napolitano possa non rispettare la scelta di altri popoli europei che con un referendum popolare hanno rifiutato la costituzione europea.
A questo punto il presidente napolitano da l'impressione di ignorare il più banale principio democratico, quel trattato è stato bocciato da milioni di cittadini europei, ed è molto grave la sua dichiarazione.

C'è il grosso problema politico se sia preferibile giungere all'Unione Europea via referendum popolare o via parlamentare, se sia meglio procedere dall’alto verso il basso o viceversa.
Il metodo parlamentare mi sembra una scorciatoia che avvalora la tesi del deficit di legittimità del sistema istituzionale europeo.
Forse solo un referendum popolare può garantire la democrazia in europa e secondo me il trattato europeo dovrebbe comunque sempre passare al vaglio del corpo elettorale.
Purtroppo in Italia succede esattamente l'opposto.
La repubblica italiana non solo non ha chiesto agli italiani se sono favorevoli oppure no al trattato europeo, ma non rispetta neanche i popoli che hanno rifiutato il trattato..

Napolitano (come ciampi) spinge i politici a ed essere europeisti ad ogni costo e quindi svolge un ruolo politico di primo piano che è in contrasto con la costituzione.
La solita falsità della costituzione repubblicana.
Il presidente della repubblica è considerato il capo di stato apolitico e superpartes, mentre in realtà è un politico, per mestiere e passato, imposto dai partiti (anzi solo dalla maggioranza) al quirinale.

No a questa UE
W l'Europa delle Patrie


Napolitano: salvare il Trattato Ue

'Superare il 'punto morto' dopo i no di Francia e Olanda'

(ANSA)- SIENA, 11 GIU - Di fronte agli studenti di Siena, a fianco al presidente tedesco Koehler, il capo dello Stato Napolitano chiede di salvare il Trattato Ue. Secondo il presidente della Repubblica occorre superare il 'punto morto' nato dai 'no' dei referendum francese e olandese, e non arrendersi di fronte 'alla reticenza di altri paesi che pur avendo firmato il Trattato non lo hanno ratificato'.
Sul Trattato 'si fa spesso molta demagogia' ha aggiunto il capo dello Stato.
ansa

venerdì, giugno 08, 2007


I senatori, guidati da Albertina Soliani (Margherita) e Rocco Buttiglione (UDC), hanno chiesto ai questori del Senato di adeguare i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone, e per ottenere questo adeguamento vogliono i gelati al bar del Senato!.

Non dico che i politici non possano mangiare un gelato, ma in tempi in cui si parla di ridurre gli sprechi della politica, pretendo che i politici paghino il gelato come tutti gli italiani.

Pazienza se la buvette non è provvista di gelati, ma è scandaloso quanto mangiano i politici !!!


Senato, la lettera firmata anche dalla senatrice Albertina Soliani esponente dell'Ulivo
I parlamentari scrivono: "Siamo certi di interpretare il desiderio di molti"
La protesta di Buttiglione: voglio il gelato alla buvette

SEMBRA uno scherzo, o una insidiosa provocazione dell'antipolitica. Ma è vero: al Senato, adesso, vogliono anche il gelato. Così ieri, a nome di un nutrito gruppo di parlamentari, il senatore Rocco Buttiglione, filosofo dell'Udc, e la senatrice Albertina Soliani, prodiana emiliana, hanno scritto ai questori di Palazzo Madama una lettera che merita di essere riportata nella sua concisa integrità documentale.

E dunque: "Ci rivolgiamo a voi con una richiesta di miglioramento della qualità della vita in Senato. La buvette non è provvista di gelati. Noi pensiamo che sarebbe utile che lo fosse e siamo certi di interpretare in questo il desiderio di molti. E' possibile provvedere? Si tratterebbe di adeguare i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone. In attesa di riscontro, porgiamo cordiali saluti".

E' bene a questo punto che si conoscano anche i nomi dei senatori-questori che prima o poi dovranno respingere o accogliere l'istanza, magari regolamentandola nelle sue molteplici varietà: ghiacciolo, coppetta, cassata, cono, cornetto, granita, sorbetto, affogato e biscottone. Si tratta quindi del senatore Gianni Nieddu, Ulivo; del senatore Romano Comincioli, Forza Italia; e della senatrice Helga Thaler, autonomista sud-tirolese. Che la coscienza del loro ruolo li ispiri, per una volta, nel senso che riterranno più consono al bene comune. Amen.

Nel frattempo, varrà la pena di considerare come quella che in un celebre studio affidato alla buonanima di Giovanni Malagodi veniva cautamente definita "la condizione del parlamentare" sia oggi diventata, sic et simpliciter, "la qualità della vita dei senatori". Ma soprattutto colpisce, nella sollecitazione gelatiera e bipartisan, una parola che getta una piccola luce sulla faccenda: "il desiderio".

Ecco forse la bramosa chiave di volta per comprendere come, al di là di un facile e scontato moralismo, diversi rappresentanti della volontà popolare abbiano smarrito il senso stesso del loro operato, e ormai non si rendano più conto dell'effetto - per non dire la ricaduta simbolica - che suscitano certe loro pretese.

Molto semplicemente: desiderano, anzi desiderano troppo, non pongono tanti limiti alle loro voglie. Nel caso specifico alla loro gola. E' un fatto che richiama l'essenza corporea e primordiale del potere; un'impellenza biologica che non viene nascosta perché connessa al rango, allo status, al privilegio di ostentare il proprio appetito. Ai senatori piace il gelato: e lo vogliono. Slurp! Qui e ora. Slurp! slurp! Magari non immaginano che uscire dal Palazzo, farsi due passi a piazza Navona potrebbe anche fargli bene; magari non riescono nemmeno a capire come rispetto a un innocente gelatino si possano tirare in ballo questioni così alte. Pare di sentirli: eh, quante storie!

E' un'unica, drammatica storia, in realtà, quella dello snaturamento, della degenerazione, della deboscia delle assemblee elettive all'insegna di Bengodi. Tanto più irrilevanti le Camere sul piano politico, quanto più ornamentali, confortevoli, opulente, agognate.

Il Senato, in particolare. Perché prima del gelato i senatori hanno chiesto e ottenuto le settimane gastronomiche regionali, e poi quelle dedicate alle province. Il collezionista dispone di fantastici comunicati ufficiali emessi nei momenti più delicati sulle degustazioni dell'agro pontino, "la seconda giornata sarà abbinata alla carne di bufala bianca", oppure un dovizioso banchetto palermitano a conclusione del quale il presidente Musotto ha fatto presente uno slogan promozionale che a dire il vero lì dentro rischiava di suonare un po' così: "Mangio sicuro, mangio meglio".

A metà marzo il presidente Marini ha concesso la sala degli atti parlamentari al primo corso di sommelier per senatori. Montecitorio risponde con i prodotti agricoli di qualità certificata. Chi vuole il lardo, chi lo squacquerone, chi i fichi caramellati e chi i torcinelli. Buttiglione e la Soliani, dopo tutto, sono in buona compagnia. La deriva eno-gastronomica si fa anche dolciaria, ma non è dolce per niente il futuro delle istituzioni rappresentative.


larepubblica

lunedì, giugno 04, 2007


Napolitano dice : è improprio tirarmi in ballo per il caso visco.
Perchè?

Allora seguendo la stessa logica:
E' anche improprio chiedere a napolitano di diminuire i costi della gestione del quirinale?

E' improprio chiedere che tutte le spese del quirinale siano ufficialmente pubblicate?

domenica, giugno 03, 2007

Il capo di stato è il responsabile delle forze armate e quindi ha competenza anche sulla nomina dei vertici della Finanza, e perciò napolitano dovrebbe intervenire sul caso Gdf-Visco.
Napolitano cerca di non essere coinvolto ma in questa modo si dimostra o di non conoscere la costituzione oppure di essere di parte.

L'assurdo è che l'appello al dialogo tra i due poli è lanciato da un politico che è stato votato solo dalla maggioranza e che perciò preferisce le ragioni della parte politica che lo ha portato al quirinale.

Quando finirà la farsa di considerare il presidente della repubblica garante di tutti gli italiani ?

W la Monarchia!


FINI CONTRO IL QUIRINALE

Il leader di AN sul caso Gdf-Visco non condivide la decisione del capo dello Stato di chiamarsi fuori:
Non si tratta di chiamare in causa Napolitano. È sufficiente conoscere la Costituzione per avere le idee chiare. Il Capo dello Stato è il capo delle forze armate e quindi non c'è dubbio che la destituzione, da parte del governo, del comandante generale della Gdf non è questione davanti alla quale possa dire che non è di sua competenza.
Il capo dello Stato aveva fatto appello alla necessità del dialogo politico tra i due poli. Dunque oggi deve avvertire il dovere di ascoltare le ragioni dell'opposizione. Il capo dello Stato ha ben chiaro che quanto è accaduto rischia di far cadere nel vuoto il suo nobile appello.

venerdì, giugno 01, 2007



Re Umberto II non ha mai abdicato e ha sempre affermato che nel giugno 1946 il governo italiano si rese responsabile di un vero e proprio atto rivoluzionario, che impedì di stabilire quale fosse stata veramente la volontà espressa dal popolo nel referendum istituzionale.

Il 2 giugno del 1946 la metà degli italiani (o di più?!) votarono per la monarchia.

Oggi, ancor più di ieri, la monarchia è meglio della repubblica !!

Basta alla casta della repubblica

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