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sabato, luglio 28, 2007



107° anniversario del regicidio, ricordiamo Sua Maestà Re Umberto I°.

Monza 29 LUGLIO 1900: RE UMBERTO I muore.

Re Umberto I si conquistò l'appellativo di Re buono soccorrendo di persona le vittime dell'alluvione dell'Adige, quelle del terremoto di Casamicciola, i colerosi della Campania e del Piemonte.

mercoledì, luglio 25, 2007

Il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo la stima della crescita 2007 per Germania, Francia e Spagna, ma l'Italia resta al palo.

Per i Paesi dell'euro le previsioni prevedono una crescita economica al rialzo fino al 2,6% nel 2007 e al 2,5% nel 2008 e, tra i grandi di Eurolandia, l'Italia è l'unica con una stima di crescita inferiore al 2% per i prossimi due anni.
Per FMI, le previsioni di crescita per l'economia italiana sono un incremento del Pil al 1,8% per quest'anno e 1,7% per il prossimo.

La colpa della scarsa crescita del nostro paese rispetto agli altri, non può che essere della classe politica.
Purtroppo i sacrifici degli italiani (tasse e lavoro) sono quasi inutili perchè lo stato repubblicano, invece di stimolare e aiutare l'economia, è una oligarchia che spreca le risorse per mantenere un sistema basato sui privilegi, corruzione, clientelismo ed inefficienza.


Fmi, in crescita l'economia mondiale. Ma l'Italia è ferma

New York - Cresce il sistema mondo. Ma l'Italia resta ferma. Secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2007 e nel 2008 l'economia mondiale crescerà dello 0,3%, fino ad attestarsi al 5,2%. L’economia globale, si legge nel documento pubblicato oggi, "continua a espandersi": se gli Usa segnano un rallentamento nel primo trimestre (nel secondo gli indicatori evidenziano già segnali di ripresa), Eurolandia e Giappone allungano il passo con alcuni Paesi emergenti, come Cina, India e Russia, caratterizzati da proiezioni in sostenuta crescita. L’inflazione resta generalmente contenuta, mentre rischi per l’economia mondiale sono le elevate quotazioni del petrolio e alcune incertezze sui mercati finanziari per il deterioramento di alcuni settori, come nel caso dei "subprime" negli Usa.

Eurolandia: boom per la Germania, ma Italia ferma Nel vecchio continente, il Fmi prevede la crescita di Germania, Francia e Spagna. Ma tiene ferma al palo l'Italia. Per i Paesi dell’euro è stimata una crescita economica in rialzo fino al 2,6% nel 2007 e al 2,5% nel 2008, con un progresso dello 0,3% e dello 0,2% rispetto alle previsioni del World economic outlook di aprile. Tra i grandi di Eurolandia, l’Italia è l’unica con una stima di crescita inferiore al 2% quest’anno e il prossimo. La Germania segna il rialzo più corposo delle previsioni di crescita, lo 0,8% in più al 2,6% nel 2007, mentre per Francia e Spagna il miglioramento è dello 0,2% rispettivamente al 2,2% e al 3,8%. Italia invece ferma all’1,8%. Per il prossimo anno il Fmi ha rialzato la stima per la Germania dello 0,5% al 2,4%, mentre ha ridotto dello 0,1% quella della Francia al 2,3% e ha tenuto ferma la Spagna al 3,4%. Italia ferma anche nel 2008, all’1,7%. Conferme per il Regno Unito (+2,9% e +2,7%), mentre le stime di crescita dell’Unione Europea salgono al 3,1% e al 2,8% (+0,3% e +0,1%).

ilgiornale

martedì, luglio 24, 2007

Se vivessimo in uno stato normale e democratico lo scontro tra politica e magistratura non sarebbe neanche immaginabile.
Come si sa non è così, il degrado dello stato repubblicano ha fortemente alterato gli equilibri tra le componenti istituzionali sulle quali si fonda uno stato di diritto, ormai assistiamo ad aspre lotte tra la politica e magistratura, tra maggioranza ed opposizione, tra capo di stato e parlamento, tra generali e ministri ecc...

Il giudice, Clementina Forleo, che indaga sulle scalate bancarie e per la quale i politici intercettati (in particolare Fassino e D'Alema) erano complici consapevoli di un disegno criminoso, sta ulteriormente peggiorando la situazione.

In questa fosca situazione, probabilmente è fisiologico che la sinistra sia unita contro la Forleo per difendere i loro esponenti politici indagati dalla magistratura.
Certo c'è da chiederci come mai solo adesso la sinistra è diventata garantista, mentre prima non ha mai difeso i politici che non facevano parte del loro schieramento.
Rivedendo la storia di mani pulite, è innegabile che per la sinistra la magistratura è stata anche, ripeto anche, un'arma essenziale per giungere al potere.

Insomma i principi (giusti o sbagliati che siano) sono sempre secondari agli interessi del potere, è davvero grave se l'indipendenza della magistratura è un principio solo se indaga il nemico, ed ancor più grave se la magistratura, invece di fare giustizia, cerchi di influenzare la politica.

Anche napolitano è sceso in campo per difendere i politici indagati, il quale ha detto : No ai giudizi impropri negli atti giudiziari.

Nulla da eccepire se il capo di stato partecipa al plenum del CSM, ma il problema si complica se il capo di stato è un politico e, per di più, collega ed amico dei politici indagati.
Si tocca uno dei tasti dolenti della repubblica, dove manca il capo di stato apolitico e garante di tutti.
Il presidente della repubblica è sempre un politico e quindi di parte, che difende i partiti che lo hanno portato al quirinale.
In questo senso ecco che l'ultimo intervento di napolitano è almeno sospetto anche perchè, tra l'altro, non ricordo un intervento del genere in difesa di altri politici indagati.
Forse lo scopo di napolitiano era anche quello di dare nuova linfa alla dialettica politica, ma ho l'impressione che, in questa situazione di degrado, l'appello del Capo dello Stato alimenti ulteriormente la degenerazione.

lunedì, luglio 23, 2007


A Kabul a 92 anni è morto l'ultimo re dell'Afghanistan, Mohammad Zahir Shah, figura chiave per l'unità del Paese, considerato padre della nazione.

L'ex re dell'Afghanistan regnò dal 1933 al 1973, quando fu deposto da un colpo di stato attuato da un gruppo di ufficiali sobillati dall'Urss, preludio all'invasione sovietica di sei anni piu' tardi.
Da allora era vissuto in esilio in Italia, a Roma, prima di rientrare definitivamente in patria nel 2002.

Dopo il rovesciamento del regime ultra-fondamentalista dei Talebani, il Re spese il suo prestigio ed influenza per agevolare e rafforzare l'avvento al potere dell'attuale presidente Hamir Karzai, al pari di lui pragmatico e filo-occidentale.


Afghanistan: morto ex re Zaher Shah

Considerato 'padre della nazione', ha regnato da 1933 a 1973

(ANSA) - KABUL, 23 LUG - L'ex re dell'Afghanistan, Mohammed Zaher Shah, che ha regnato dal 1933 al 1973, e' morto a Kabul a 92 anni. Lo hanno reso noto fonti governative. Zaher Shah, rovesciato da un colpo di stato nel 1973, era considerato come il 'padre della nazione' afghana dopo il suo ritorno da trent'anni d'esilio, poco dopo la caduta del regime dei taleban, nel 1991.

borsaitaliana

martedì, luglio 17, 2007


Secondo il governatore della Banca d’Italia non esiste alcun tesoretto da spendere e la Corte dei conti ha ribadito la necessità di ridurre la spesa pubblica.

E' possibile che lo stesso sistema repubblicano, che ha creato il debito pubblico ed aumentato le spese, possa risanare la disastrosa situazione finanziaria dello stato italiano?
Una classe politica, dalla quale arrivano soltanto segnali di impotenza ed inerzia, può riformare lo stato?


La repubblica italiana ha sempre aumentato il numero degli enti, ha moltiplicato le burocrazie, le consulenze, i privilegi.
Il clientelismo e l'aumento delle spese sono le arme con i quali i partiti hanno raggiunto il consenso, costituiscono il DNA della repubblica.
Ecco perchè quando si parla di ridurre enti, prebende e privilegi assistiamo ad una aspra lotta tra i segmenti protetti della società e della politica, tra le lobbies politiche e sociali che formano la nomenklatura del potere repubblicano.

Inevitabilmente tutte le marginali buone intenzioni sono destinate a fallire, perchè scontrano contro una sedimentazione socio-economica-politica di radicata efficacia che rappresenta il nocciolo duro della repubblica.

Il perverso meccanismo con il quale il sistema repubblicano ha provocato la crescita esponenziale del debito pubblico era di stampare i nuovi soldi che servivano per coprire le spese (spesso dannose ed inutile).
Adesso però il patto di stabilità europeo non permette più agli stati di proseguire su questa strada.

Di fronte a questa situazione, senza dubbio, per tagliare i costi della politica occorre una nuova classe politica il più possibile lontana dalla nomenklatura, c'è bisogno di nuovi partiti che sostituiscano quelli precedenti, c'è bisogno di italiani che, per il bene dell'Italia, si occupano della cosa pubblica.

Non servono a nulla ritocchi o nuovi leggi per le elezioni ma c'è l'esigenza di un cambiamento radicale.
Altrimenti ci aspetta il burrone...


SULLA SOGLIA DEL BURRONE

Il rischio è che la festa finisca e che gli italiani non siano stati neanche invitati. Mario Draghi, il governatore della Banca d'Italia ha detto: «Una fase congiunturale favorevole avrebbe consentito un più rapido riequilibrio dei conti». E il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, ha aggiunto «appare rischioso non cogliere appieno le occasioni offerte da un ciclo economico particolarmente favorevole». E poi a seguire le dure critiche ad una spesa pubblica che continua a crescere e ad una politica fiscale oppressiva. L'atteggiamento, è la metafora di un economista americano, sembra quello di Willy il coyote: fa due passi nel vuoto, tutto sembra per un momento andare bene, poi, però, precipita inesorabilmente nel burrone. Così la nostra spesa pubblica: alimentata dalla riduzione dell'età pensionabile e dagli aumenti dei contratti dei dipendenti pubblici. E così l'aumento delle imposte che viene mascherato dal sacrosanto principio di combattere l'evasione e che alla fine si traduce in un aumento delle aliquote per coloro che le imposte le pagano.

Troppe tasse e troppe spese sono il doppio passo che per il momento ci tiene sospesi a mezz'aria, ma che prima o poi ci precipiterà nel burrone. Denunciare questo stato di cose, ha certo un forte impatto politico, ma non rappresenta la prova ultima di una velleità politica. Draghi e Lazzaro hanno detto una volta in più ciò che gli economisti dicono da mesi e hanno aggiunto una considerazione finale originale. La congiuntura, insomma la «situazione in cui ci troviamo», è delle migliori: si rischia perciò di perdere un'occasione d'oro. In giro per il mondo l'economia cresce. Si creano più posti di lavoro, i prezzi delle merci non crescono troppo, le imprese investono e la gente consuma. Ma Draghi sa che i «cicli della bonanza» non durano per sempre. Il governo Berlusconi si è trovato per le mani un'economia ristagnante e ne ha pagato le conseguenze. Mettendoci anche del suo. Il governo Prodi è partito nel momento giusto: proprio mentre il diesel Europa iniziava a girare. Gettare alle ortiche questa occasione è gravissimo. Sul lato dei conti pubblici sarebbe bastato non mettersi in testa la scemenza di riportare a 57 anni l'età della pensione, che il precedente governo aveva alzato a 60. Sarebbe bastato dunque poco per risparmiare a regime nove miliardi di euro l'anno. E neanche questo è stato fatto.

Ma ancor più colpevole è ciò che è stato fatto nel distruggere la ricchezza del Paese. Fino a questo momento la forza dei grandi mercati europei è tale che sorregge le nostre esportazioni. Ma i consumi interni sono deboli, falcidiati dalle imposte. E le imprese, con la tassazione tra le più alte del mondo occidentale e le regole più farraginose, prima di investire sul nostro territorio ci pensano cento volte.

Il governo francese, appena insediato, fa quello che più modestamente Draghi&c dicono: ridurre le imposte sui cittadini per farli consumare e sulle imprese per farle produrre. Prodi, i sindacati e Willy il Coyote si ostinano a spendere e tassare. Il burrone ci aspetta.

ilgiornale

lunedì, luglio 16, 2007



Una preghiera per i componenti della Famiglia Reale della Russia, martiri della rivoluzione comunista.

Nella notte tra il 16 e 17 luglio 1918 ad Ekaterinburg, i bolscevichi uccidono lo Zar di Russia Nicola II, la Zarina Alessandra d'Assia , i cinque figli, Olga, Tatiana, Maria, Anastasia, Alessio, e tre membri della servitù, la dama di compagnia Anna Demidova, il servo Trupp, il cuoco Kharitonov e il suo medico militare Dott. Botkin.

Nel 1990 i corpi furono ritrovati, ed identificati con l'esame del DNA. Non furono però ritrovati i resti dello zarevič Aleksej e della Granduchessa Anastasia, probabilmente bruciati dopo l'esecuzione.

Il 16 luglio 1998 la famiglia imperiale fu inumata con esequie di Stato nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo, di fianco alle tombe degli altri Romanov.

Nel 2000 la Chiesa Ortodossa Russa ha canonizzato i sette membri della famiglia imperiale russa insieme ad altri 850 martiri della rivoluzione bolscevica: lo zar Nicola II, la zarina Alessandra, il figlio Alessio e le altre 4 figlie.

venerdì, luglio 13, 2007

Secondo un’indagine Eurispes, tra il 2001 e il 2005 c’è stata una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni del 20,4 % per gli impiegati, del 12,1 per i dirigenti e del 14,1 per gli operai.
Aumentano le persone che si rivolgono agli usurai per mantenere lo stesso tenore di vita di un tempo.
Sono circa 2.500.000 i nuclei familiari a rischio povertà, l'11% delle famiglie totali, ben 8 milioni di persone.
Oltre il 50% delle famiglie italiane, inoltre, dispone di un reddito mensile inferiore a 1.900 euro.

Inoltre c'è la sindrome da 'terza settimana' perchè la Famiglia è già al verde alla terza settimana.
Infatti il 51% delle famiglie, entrati nella terza decade del mese, riesce a far quadrare il proprio bilancio solo con pesanti sacrifici, e un 17%che fa addirittura i proverbiali salti mortali. Solo il 24% non ha alcun problema, mentre il 24% dichiara di tirare un po’ la cinghia nella quarta settimana.
Aumenta la povertà definita dall'Eurispes in 'giacca e cravatta', quella che colpisce i ceti medi in difficoltà.

Insomma è sempre più concreto il rischio di povertà per le famiglie italiane.

Di fronte a questa situazione sociale drammatica lo stato repubblicano fa ben poco per i cittadini, anzi le tasse aumentano ed i servizi peggiorano.
Se la tendenza continua così, il ceto medio imploderà fino a sparire per diventare un nuovo livello di povertà.

Da un lato c'è la casta della repubblica (politici, funzionari, manager, amici degli amici ....) e dall'altra i poveri italiani.

Pensioni, i poveri in giacca e cravatta

ROMA - Sette milioni di anziani che percepiscono pensioni di 500 euro al mese, giovani precari che passano da un lavoro all'altro, ma soprattutto un esercito di due milioni e mezzo di poveri "in giacca e cravatta" che fino a ieri erano considerati privilegiati, il cosiddetto ceto medio che oggi, già alla terza settimana dallo stipendio, si ritrova a dover contare il centesimo per arrivare a fine mese. 5.100.000 i nuclei familiari (15 milioni di individui) già indigenti o a rischio povertà: il 23% degli Italiani che arranca e si indebita, descritto nello studio dell'Eurispes "Problemi di famiglia", in collaborazione con Federcasalinghe, presentato stamattina a Roma.

- LA SOCIETA' DEI TRE TERZI: un terzo di Italiani appare assolutamente garantito, un terzo vive in decisa indigenza economica e l'altro terzo è rappresentato dalla fascia del ceto medio in condizioni di instabilità e precarietà. Tra loro i working poors, soggetti "normali" che si ritrovano poveri per riduzioni dello stipendio, che non riescono ad arrivare a fine mese, che passano la notte nei dormitori pubblici perché non hanno una casa, che in giacca e cravata mangiano alla Caritas durante l'ora di pausa per il pranzo. Tra il 2001 e il 2005, è stata calcolata una perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni del 20,4% per gli impiegati; 14,1% per gli operai; 12,1% per i dirigenti; 8,3% per i quadri.

- AUMENTANO I DEBITI E IL RISCHIO USURA PER IL CETO MEDIO: Mutui, prestiti e pagamenti a rate hanno fatto lievitare l'indebitamento delle famiglie italiane del 9,8% tra il 2005 e il 2006. Sono i mutui, però, ad assorbire il 56,5% dell'indebitamento complessivo pari a più di 430 miliardi di euro. Napoli, Roma, Milano e Torino le città in cui l'acquisto della casa grava sulle spalle dei cittadini in misura maggiore. Sono sempre di più le persone che si rivolgono agli usurai, anche per mantenere lo stesso tenore di vita di un tempo. E' Napoli la città maggiormente esposta al rischio, Bolzano la più virtuosa.

- LE TASSE E GLI ITALIANI : E' il 66,3% della popolazione ad affermare che bisogna pagare le tasse per avere migliori servizi pubblici. Tuttavia, il 53,4% non le paga volentieri perché crede poco nella capacità dello Stato di gestire le risorse (30,8%). Più fiducioso, il 40,2%, crede che lo Stato sia in grado di farlo. Un'eventuale riduzione delle tasse, dovrebbe riguardare, per il 67,7%, prima di tutto le classi più povere.

- QUANTO COSTA UN FIGLIO E DOVE RISPARMIARE : Una coppia con prole spende mediamente il 3,5% in più (quasi 3.000 euro con un figlio, 3.2000 con due) rispetto a chi non ne ha (2.860 euro). Il primo risparmio per gli Italiani è ridurre le spese per i regali (39,9% abbastanza, 23,1% molto) e acquistare in saldo (40,8% e 23,6%). Inoltre il 56,3% si serve per i prodotti alimentari molto o abbastanza frequentemente ai discount dove la merce, anche se non di marca, costa meno.

- POLITICHE FAMILIARI : Solo l'1,1% del Pil italiano è destinato alla spesa pubblica per la famiglia e l'infanzia, a fronte di una media europea (UE a 15) del 2,4%. Non va meglio per le politiche abitative: in termini di Pil il valore è prossimo allo zero, appena lo 0,06%. L'Italia spende poco anche per il sostegno alla disoccupazione: 2% contro la media europea di oltre il 6% ma di più per gli anziani ai quali è destinato il 50% della spesa pubblica sociale.

ansa

mercoledì, luglio 11, 2007

A quanto pare Montecitorio è costretta a versare ai deputati non più eletti 132.450.000 euro, una spesa in crescita dovuto al progressivo incremento del numero degli aventi diritto all’assegno vitalizio che, dal 2001 al 2006, è aumentato del 33 per cento.

Inoltre dalla relazione del Collegio dei Questori della Camera si evince che la Camera spende di più dei Parlamenti di Francia, Germania e Gran Bretagna.

Queste cifre sono sconcertante che offendono gli italiani.

La casta repubblicana colpisca ancora ...

Camera: Spesa per ex deputati, 42,5% in più del 2001

La relazione del Collegio dei Questori della Camera alla commissione Affari Costituzionali mette ulteriormente a nudo i costi del palazzo.

Ma ciò che sorprende non sono tanto le spese relative a questa legislatura quanto le cifre che Montecitorio è costretta a versare per gli ex deputati. I deputati non più rieletti — si spiega nel testo che fa parte dell’indagine conoscitiva sui costi della politica — costano alla Camera 132.450.000 euro, “un andamento costantemente crescente dovuto al progressivo incremento del numero degli aventi diritto all’assegno vitalizio che, dal 2001 al 2006, è aumentato del 33 per cento”.

— COSTI DEI VIAGGI PER EX DEPUTATI: I numeri sono chiari: “I viaggi degli ex deputati costano sempre di più alla Camera.
Nel 2006 Montecitorio ha speso 2.788.861,73 euro per gli spostamenti dei deputati cessati dal mandato, con un incremento rispetto al 2001 del 42,5 per cento circa”.

— DIFFERENZE CON GLI ALTRI PARLAMENTI: Dalla relazione poi si evincono altri dati: la Camera spende di più dei Parlamenti di Francia, Germania e Gran Bretagna. La media annua di spesa corrente della Camera dei deputati è di 634.482.231,74, quella del Bundestag è di 500.191.623,60 euro, quella dell’Assemblee Nationale di 481.591.224,33, quella della Camera dei Comuni di 421.224.979,43.

— AUTO BLU E AFFITTI IMMOBILI: Nel testo, oltre ad altri dati (la Camera dei deputati dispone di 22 autoblu e 22 veicoli di servizio, tutti senza sirena o lampeggiante che rappresentano lo 0,2% dell’autoparco dello Stato), ci sono anche i propositi: “La Camera — rilevano i questori — intende tagliare drasticamente le spese per l’affitto di immobili per uffici in dodici palazzi nel cuore del centro storico di Roma che si aggiungono ai dieci palazzi di cui è proprietaria”.

kataweb

martedì, luglio 10, 2007

Un video-denuncia su larepubblica documenta i brogli avvenuti in Australia in occasione delle scorse elezioni politiche e riapre la polemica sui dubbi sulla regolarità del vorto degli italiani all'estero.

Guarda il video



Nelle immagini si vede una mano che compila mucchi di schede, assegnando preferenze in massa per l'Unione al Senato (scheda viola) e, per errore, per Forza Italia alla Camera (scheda arancione). Le schede vengono poi richiuse e sistemate nelle buste originali del Consolato e sigillate. Sono almeno un centinaio.

L'autore, riferisce Repubblica, avrebbe denunciato invano l'accaduto al suo partito e solo ora si sarebbe deciso a farlo a mezzo stampa.

Se questo video non è una bufala, non ci sarebbe più dubbi sulle presunte irregolarità nelle elezioni politiche dell'aprile 2006, vinte di stretta misura dal centrosinistra.

Perchè questo video è pubblicato solo adesso e non subito dopo le elezioni? Mistero.

Purtroppo viviamo in uno stato repubblicano dove i dubbi sui risultati elettorali sono concreti e legittimi.

Come nel referendum istituzionale del 1946, i vincitori(?) considerano la verifica dei risultati solo una perdita di tempo, invece che un passaggio esenziale per assicurare la democrazia.

La questone più inquietante è che la repubblica italiana non riesce a fare a meno dei brogli!


Brogli alle elezioni: un video dall'Australia sul voto degli italiani all'estero "taroccato"

Ricordate le polemiche sui presunti brogli elettorali per le elezioni degli italiani all’estero? Numerose furono le contestazioni e le segnalazioni, da ogni parte del mondo, circa le irregolarità sul voto. Il Giornale dedicò all’argomento diversi articoli. Oggi Repubblica.it mette online, in esclusiva, un video girato in Australia, dove si vede chiaramente che un centinaio di schede elettorali vengono compilate in blocco, poi richiuse e sistemate nelle buste originali del Consolato e sigillate. "Il filmato l'ho fatto io stesso durante la campagna elettorale per le scorse elezioni politiche in cui io ero candidato al Senato nella lista Udeur di Mastella", spiega Paolo Rajo.

Il racconto del candidato "Mi chiamo Paolo Rajo lavoro come giornalista e presentatore nella stazione radio Rete Italia, conducendo il programma del mattino. Ero andato in giro a chiedere voti come facevano tutti i candidati e sono capitato a casa di un conoscente con famiglia numerosa. Essendo molto conosciuto e amato proprio per il lavoro che faccio, sono stato accolto con estrema gioia da questa persona. Quando poi gli ho spiegato il motivo della mia visita mi ha detto candidamente "Ma Paolo, noi ti stiamo già aiutando, in garage c'è mo figghiu cu ati boy frend che ti stanno a riempire le tue ballot paiper (leggi: schede elettorali). Resto spiazzato, lo ringrazio, poi ripensandoci, gli chiedo di spiegarmi perché in garage e perché con altri amici? Ti faccio vedere, vieni e mentre andavamo nel suo garage mi spiega che era stato avvicinato da alcune persone che gli avevano detto: "Se vuoi aiutare Paolo ti portiamo dei pacchi di schede e ti diciamo cosa devi fare, poi passeremo noi a riprenderle e daremo anche una cassa di birra ai ragazzi che ci aiuteranno".

Il racconto prosegue e nel filmato si vedono pacchi di schede con ancora i plichi originali, spediti dal Consolato. E come in una catena di montaggio le schede venivano votate. Tutto filmato da Paolo Rajo, con il suo telefonino. Il candidato dell’Udeur, resosi conto che la cosa era tutt’altro che regolare, informa il suo partito, prima per e-mail, poi per posta. Ma nessuna risposta. Più tardi viene contattato per la nota spesa da comunicare in vista del rimborso elettorale. Ma su quel “voto anomalo” nessun accenno. Come se niente di anomalo fosse accaduto. E invece…

ilgiornale

sabato, luglio 07, 2007


La situazione dei rifiuti in Campania rimane drammatica ed anche il capo della protezione civile si è dovuto arrendere.

Secondo me, non si può che avere comprensione umana per il povero bertolaso che si è trovato davanti ad una situazione di difficile risoluzione, abbandonato dal governo e dalla regione, malconsigliato dai tecnici fino a diventare lo scudo di chi ha causato l’emergenza in Campania.

La crisi dei rifiuti in campania è una condanna senza appello per la repubblica italiana, è il simbolo del suo fallimento che trova nella camorra un facile e comodo paravento e che penalizza l'intera nazione in tutto il mondo.

Inoltre ricordo che la cronica crisi dei rifiuti in Campania ha spinto la Commissione europea ad avviare una procedura d'infrazione contro la repubblica italiana per il rischio di diffusione di malattie e di inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo.

Dov'è lo Stato?
In Italia domina l'immobilismo, mai una soluzione credibile, solo l'autolesionismo perverso del rinvio, dello scaricabarile e promesse mai mantenute.


Perché Bertolaso ha fallito

Comprensione umana ma non solidarietà politica per Guido Bertolaso che ha alzato le mani. Non è la resa di un eroe ma la presa d'atto di un fallimento personale e di una impostazione politica sostenuta dai vertici della politica italiana, senza eccezioni. L'ultima decisione, quella di aprire (vecchie) discariche già colme, era solo l'atto finale della disperazione di un dirigente e dell'impotenza del governo. Adesso i sogni del Capo della protezione civile bruciano come bruciano i rifiuti che ammorbano l'aria. Bertolaso lascia il "triangolo della vergogna", al confine tra le province di Napoli e Caserta, come l'aveva trovato.
Una vergogna che più vergogna non si può. Una regione ferita, una terra offesa. Il simbolo peggiore dell'Italia alla rovescia. Niente fa più notizia. Nemmeno la gente che protesta, blocca strade e ferrovie, non per dire basta ai mafiosi ma per dire no, con sindaci in testa, agli impianti legali, alle discariche ufficiali, ai siti di stoccaggio, ai termovalorizzatori, male minore coi quali si convive in molte parti d'Italia e d'Europa. Così ha vinto la trappola delle ecomafie.

Di riciclato c'è solo la rete della delinquenza organizzata. Tempi nuovi, nuovi business. Per la malavita, e per i troppi ecofurbi, i rifiuti sono la manna. Altro che iattura! Le montagne di monnezza portano montagne di soldi. Da queste parti d'Italia, prima che di rifiuti, si muore di illegalità permanente. La stessa protesta rinfocola la malapianta del malaffare. Fornisce, come si dice, il "consenso" popolare, le basi di massa a chi se ne frega delle autorizzazioni, delle norme, dell'ambiente e della salute. Alla fine il ciclo si chiude. Emergenza chiama emergenza. Delinquenza copre delinquenza. Illegalità spinge illegalità. E i cittadini si trovano spalla a spalla con chi succhia il loro sangue e li priva di ogni futuro.
Dov'è lo Stato? A dominare è l'immobilismo. Mai una soluzione credibile. Solo l'autolesionismo perverso del rinvio, dello scaricabarile. Promesse mai mantenute. A cominciare dal "rinascimento" tradito di Bassolino.

Nessuno ha il coraggio di dire la verità: qui comandava e comanda, indisturbata, la camorra. Anche perché i pieni poteri ottenuti in questi 13 anni sono stati esercitati come una bolla di sapone e lo stesso forte consenso elettorale è stato mal speso. Da una parte l'ha fatta (e la fa) da padrone l'illegalità organizzata, dall'altra dominano l'intrallazzo politico, gli interessi correntizi, la spartizione dei posti, l'uso protervo del potere per il potere.
All'impotenza dello Stato (si salvano solo la Magistratura e le forze dell'ordine, sempre in prima fila) fa riscontro l'assenza della politica dei piani alti, dei partiti, delle segreterie nazionali. Oggi come ieri e come l'altro ieri. Chi paga? Per primi, non c'è dubbio, i napoletani e i campani. Ma pagano tutti gli italiani. Con le montagne di soldi inviati e sperperati e con una immagine che penalizza l'intera nazione in tutto il mondo.

affariitaliani

venerdì, luglio 06, 2007


Secondo i dati presentati dalla Federalberghi, il 51 per cento infatti non si muoverà da casa, tra giugno e settembre, insomma più della metà degli italiani non andrà in vacanza questa estate.
Se le previsione dovesse rivelarsi corretta, alla fine della stagione estiva il turismo rischierebbe di perdere una cifra tra i 12 ed i 15 milioni di pernottamenti.
Inoltre gli italiani quest'anno spenderanno in media 825 euro rispetto ai 935 euro del 2006 (flessione dell'11,8%) che determineranno un giro d'affari pari a 18,5 miliardi di euro rispetto ai 21,9 miliardi di Euro del 2006 (flessione del 15,5%). jugo

Il crollo delle vacanze degli italiani è figlio della manovra economica molto pesante del governo che, per consentire all'Italia di rientrare nei parametri europei, ha causato la mancanza di liquidità delle famiglie.

Comunque i fattori principali sono l'euro che ha causato l'aumento dei prezzi, e dello stato repubblicano, che non solo sperpera le tasse degli italiani ma in particolare non è capace di tutelare ed aiutare il turismo.

Poveri italiani: è sempre più difficile trovare lavoro, meno pensioni, ed adesso meno vacanze.
A chi dobbiamo dire grazie?


Un italiano su due non va in vacanza

Roma - Estate, voglia di vacanze. Ma non per tutti, anzi, per gli albergatori italiani non sarà un'estate facile. Quasi il 51% della popolazione italiana, infatti, non farà una vacanza nel quadrimestre estivo, oltre un milione in più rispetto all’estate 2006. È quanto sostiene il presidente della Federalberghi e di Confturismo, Bernabo Bocca, che oggi ha presentato i risultati di una indagine realizzata da Federalberghi-Confturismo con il supporto dell’Istituto Dinamiche.

Tra giugno e settembre gli italiani che andranno in vacanza sono 22,4 milioni rispetto ai 23,5 milioni del 2006, con un calo del 4,7%; il giro d’affari si attesterà sui 18,5 miliardi di euro rispetto ai 21,9 miliardi del 2006 per un -15,5%; 23,9 milioni non andranno in vacanza, rispetto 22,4 milioni del 2006 per un quasi +7%. "Poiché la causa del crollo - ha spiegato Bocca - è dovuta alla mancanza di liquidità delle famiglie, drenata da una manovra economica molto pesante per consentire all’Italia di rientrare nei parametri europei, il governo Prodi, per tentare un recupero della stagione turistica dovrebbe concedere un bonus alle famiglie per le spese sostenute e documentate per le vacanze fatte in Italia nel 2007, ovvero rendere deducibili queste spese".

Niente vacanze per uno studente su tre E nelle mete di chi partirà il Salento batte le più care Sardegna e Sicilia. È quanto rivela un’indagine condotta da "Studenti Magazine" fra gli studenti universitari. Se dunque il 34,5% non farà le vacanze, il 57,6% non spenderà più di mille euro e solo l’8,8% potrà permettersi una vacanza più costosa.

ilgiornale

mercoledì, luglio 04, 2007



L’Unione Europea boccia il Dpef della repubblica italiana.

Nuovo allarme lanciato dalla Commissione Ue ai Paesi che non stanno riducendo il deficit strutturale di almeno lo 0,5% del Pil l’anno: a essere chiamati in causa sono Francia, Grecia, Slovenia, Austria, Germania e anche l’Italia.

Per l'Italia il Fondo Monetario Internazionale ritiene che il DPEF non è in linea con le raccomandazioni del Board e non risponde a quello di cui l'Italia ha bisogno.
In particolare il Board sostiene che il tesoretto debba essere utilizzato per risanare il deficit di bilancio.
Inoltre il Fondo ha poi posto l'accento sul mancato accordo sulle pensioni.

Non mi è mai piaciuta la Banca Centrale Europea e il FMI che le considerano le armi principali della casta europea che purtroppo domina in europa, ma il governo di prodi è grottesco.
Infatti il governo Prodi, che si era presentato come europeista e aveva addirittura scelto un ministro del prestigio (?!) di Padoa Schioppa per ricordare questo suo vanto, è proprio clamorosamente bocciato dal FMI.

Ma in fondo, cosa ci potevamo aspettare da uno stato che ha creato il deficit pubblico, da una classe politica incapace, da una repubblica dove i presidenti di camera e senato provengono dal sindacato, da un governo che segue le indicazioni della sinistra radicale e comunista?

Gli italiani già preoccupati per l'oggi e non possono essere fiduciosi per il futuro.


DPEF: FMI, NON E' CIO' DI CUI HA BISOGNO L'ITALIA
Roma, 3 lug. - (Adnkronos) -
Il Fondo monetario internazionale boccia il Dpef.

"Non e' cio' di cui l'Italia ha bisogno sia per mettere i conti pubblici su uno stabile sentiero di risanamento sia anche solo per raggiungere gli obiettivi di crescita ed equita' fissati dal Governo", fa sapere una portavoce dell'istituto di Washington.
La stessa fonte sottolinea come ''piu' volte'' l'Fmi abbia raccomandato al nostro Paese di destinare il 'tesoretto' al ''risanamento del deficit'' con l'obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio ''entro il 2010''.

adnkronos

martedì, luglio 03, 2007

Alla scuola di politica organizzata da Roberto Formigoni, Silvio Berlusconi ha detto che Ciampi ha favorito la sinistra perché era uomo della sinistra, e per la legge elettorale volle che il premio di maggioranza fosse su scala regionale e non nazionale, favorendo così la sinistra.

Che ciampi sia di parte non è una novità, anche in altre occasione si dimostrò di parte ed inoltre non si deve dimenticare che da giovane si iscrisse al partito d'azione e che è stato Ministro del Tesoro (dall'aprile 1996 al maggio 1999) nei governi Prodi I e D'Alema I.

Comunque il problema principale è più serio e cioè che tutti i presidente della repubblica sono politici imposti dai partiti e quindi le loro azioni inevitabilmente sono sempre viste come aiuti o favori di parte.

Ma a questo punto, se si lamenta di ciampi perchè considerato di sinistra, cosa si dovrebbe dire di napolitano che è un comunista e per di più votato solo da una risicata maggioranza?

La verità è che tutti i presidente della repubblica sono politici di parte e che devono ringraziare i partiti che lo portano al quirinale .

Solo un Re può essere al di fuori delle parti e garante di tutti proprio perchè non è votato dai partiti !

W la Monarchia
W il Re!

Berlusconi: Ciampi ha aiutato la sinistra,
5 milioni di persone in piazza per il voto

Belusconi ha accusato l'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di aver favorito la sinistra.

Ma Berlusconi si è tolto altri sassolini dalle scarpe, in primo luogo nei confronti dell'ex capo di Stato.
Ciampi ha favorito la sinistra perché era uomo della sinistra, ha attaccato Berlusconi spiegando che intervenendo sulla riforma della legge elettorale, "ha voluto un maggioranza su scala regionale e non nazionale, favorendo così la sinistra.

ilgiornale

domenica, luglio 01, 2007


L'ex-Generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale ha fatto sapere, tramite il Presidente della Commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio, di aver deciso di querelare per diffamazione e calunnie il Ministro dell'Economia Padoa-Schioppa e il Presidente del Consiglio Prodi.

Tutto ciò avviene dopo il caso Visco-GdF, e lo squallido e vile discorso al Senato del Ministro dell'Economia, durante il quale sostenne l’urgenza della sostituzione del vertice della Gdf a causa di una sua presunta slealtà e inadeguatezza.

La lotta tra il governo e la GdF evidenzia ulteriormente il degrado repubblicano, continuano ad aumentare i conflitti tra le varie importanti funzioni dello stato che destabilizzano non solo il Governo Prodi ma tutto il sistema repubblicano.

Inoltre il caso Speciale mette in luce da parte del governo un disegno di creare uno Stato di Polizia, con le sempre più numerose sostituzioni di funzionari prefettizi con uomini provenienti dalla Polizia di Stato e dell'Esercito.

Non era ancora successo che un generale querelasse un governo.

Un'altra vergogna e figuraccia della repubblica ... speciale


SIRCANA: LA QUERELA? LA AFFRONTEREMO SENZA PATEMI

ROMA - "Affronteremo la querela senza patemi. Non c'é preoccupazione da parte del governo". Ha risposto così Silvio Sircana, portavoce del governo, ai microfoni di Sky Tg24 a proposito dell'annunciata querela per diffamazione da parte del generale Roberto Speciale. "Al di là della singolarità dell'atto, sulla sua liceità valuterà la magistratura della quale come sempre noi ci fidiamo e ne apprezziamo la neutralità del lavoro", ha aggiunto Sircana. "Sicuramente - ha sottolineato - sembra che questa vicenda stia salendo sopra le righe. La mossa di Speciale come singolo individuo è una mossa legittima, che ogni cittadino può intraprendere. "Stupisce - ha semmai aggiunto Sircana - che Speciale abbia bisogno di un portavoce, nella persona del senatore De Gregorio, che ha agito in questo caso con lo stesso zelo con cui ha agito nel saltare da una parte all'altra degli schieramenti politici all'inizio di questa legislatura".

CASELLATI (FI), SPECIALE NON CI STA E DENUNCIA PRODI
"Lo scandalo Visco si arricchisce di una nuova puntata: il generale Speciale, infatti, non ci sta a farsi calunniare e porta in tribunale Prodi e Padoa-Schioppa. E la dimostrazione che il generale ha agito sempre nel rispetto delle regole e non si è piegato alle pressioni del viceministro, che, poi, per destituirlo, lo ha accusato ingiustamente, spalleggiato dal premier e dal ministro dell'Economia". Lo afferma Maria Elisabetta Casellati, vicepresidente dei senatori di Forza Italia. "La banda-dracula, che sta dissanguando gli italiani con le tasse, è con le spalle al muro, ma ancora una volta non si dimetterà. Questi signori proprio non conoscono il significato della parola dignità".

GASPARRI, SI DIMETTA SUBITO, RIPORTARE CASO A CAMERE
"Ma fino a quando bisognerà sopportare lo scandalo Visco? Ha minacciato la guardia di finanza, rapinato i contribuenti e aggredito L'economia produttiva con gli studi di settore. Fa bene Speciale a chiedere soddisfazione in sede giudiziaria". Lo afferma l'esponente di An, Maurizio Gasparri. "E non bisogna dimenticare che lo scandalo investe Prodi e Padoa-Schioppa che per difendere Visco hanno mentito in Parlamento. Visco si dimetta subito. Noi intanto dobbiamo riportare il caso in Parlamento", dice ancora.

CALDEROLI, A DOVERSENE ANDARE SONO PRODI E TPS
"Il problema non è Visco che è stato un semplice 'sicario' nel caso Gdf: è evidente che i mandanti di tutta questa vicenda sono Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa che, tra l'altro, hanno accusato Speciale e difeso Visco: sono loro due a doversene andare".Lo afferma il leghista Roberto Calderoli.

STORACE (AN): E' UNO SCANDALO CHE RESTI
"La permanenza di Visco al governo è un vero scandalo. Il presidente del Consiglio non deve minimizzare, il Presidente della Repubblica non deve tacere. La politica dei due pesi e delle due misure deve finire". Lo afferma in una nota il senatore di Alleanza Nazionale, Francesco Storace.
ansa

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