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domenica, dicembre 28, 2008

Vittorio Emanuele III di Savoia nacque a Napoli, 11 novembre 1869 e si spense il 28 dicembre 1947 ad Alessandria d'Egitto.
Fu Re d'Italia dal 1900 al 1946, Imperatore d'Etiopia dal 1936 al 1943 e Re d'Albania dal 1939 al 1943. Abdicò il 9 maggio 1946 e gli succedette il figlio Umberto II.

Auspichiamo il rientro in Patria dell'Augusta salma e della sua tumulazione nel Pantheon di Roma.

VIVA RE VITTORIO EMANUELE III

ascoltate la voce di Re Vittoro Emanuele III

sabato, dicembre 27, 2008

Il Re d'italia visita i feriti a Messina

Il 28 dicembre 1908, un cataclisma che raggiunse il 10 grado della scala Mercalli devastava le coste calabre e siciliane, distruggendo completamente Messina e provocando epidemie e quasi 200.000 morti.

Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena furono tra i primi a giungere sul posto.
Inoltre è il caso di sottolineare che S.M. la Regina Elena, che parlava il russo e per l'amicizia con lo Zar, riuscì ad obbligare le navi straniere che stavano in zona (russe in particolare) ad intervenire in soccorso alla popolazione.
Il re e la regina partirono il 29 per Napoli. Saliti poi sulla Vittorio Emanuele, in sosta per caricare a bordo anche materiale sanitario e generi di conforto, raggiunsero la Sicilia nelle prime ore della giornata successiva. Il Re e la regina arrivarono all'alba del 30.

Il Re rientrato a Roma dopo aver visitato i luoghi sinistrati della Sicilia e della Calabria, ritenne opportuno indirizzare in data 5 gennaio 1909 un proprio ordine del giorno di elogio al personale italiano e straniero, sempre impegnato con grave sacrificio nell’adempimento dei compiti assegnati:
All'Esercito ed all'Armata,
Nella terribile sciagura che ha colpito una vasta plaga della nostra Italia, distruggendo due grandi città e numerosi paesi della Calabria e della Sicilia, una volta di più ho potuto personalmente constatare il nobile slancio dell'esercito e dell'armata, che accomunando i loro sforzi a quelli dei valorosi ufficiali ed equipaggi delle navi estere, compirono opera di sublime pietà strappando dalle rovinanti macerie, anche con atti di vero eroismo, gli infelici sepolti, curando i feriti, ricoverando e provvedendo all'assistenza ai superstiti.

Al recente ricordo del miserando spettacolo, che mi ha profondamente commosso, erompe dall'animo mio e vi perdura vivissimo il sentimento di ammirazione che rivolgo all'esercito ed all'armata.
Il mio pensiero riconoscente corre pure spontaneamente agli ammiragli, agli ufficiali ed agli equipaggi delle navi russe, inglesi, germaniche e francesi che, mirabile esempio di solidarietà umana, recarono tanto generoso contributo di mente e di opera.


In data 8 gennaio 1909 si riunì la Camera dei Deputati per esaminare alcuni provvedimenti urgenti di natura giuridica e finanziaria a favore delle località danneggiate.
Accolte le misure proposte tra cui quelle inerenti nuove imposte e stanziamenti importanti da destinare alla ricostruzione, il 12 gennaio il Senato approvò a sua volta all’unanimità il progetto di legge a favore di Messina e di Reggio.
Associandosi poi alle parole del Re emanò a sua volta un proprio ordine del giorno:
Il Senato nell’intraprendere, col pensiero alla patria, l’esame dei provvedimenti intesi a risollevare le sorti delle province di Messina e di Reggio Calabria, rende omaggio e riverente plauso alle LL.MM. il Re e la Regina, a S. Maestà la Regina Madre ed ai Principi Reali, primi a portar sollievo al luogo del disastro; al Governo, all’esercito, alla nostra marina, alle Nazioni ed alle marine straniere, che con generosa abnegazione si adoprarono a riparare l’immensa sciagura che commosse tutte le genti civili.

lunedì, dicembre 22, 2008

La Politica con la P maiuscola, intesa come nobile servizio per il bene di tutti, è ormai un ectoplasma.
In Italia non esiste più la Politica, i partiti hanno degenerato sono diventati comitati d'affari che gestiscono interessi disparati e contraddittori, talvolta addirittura loschi, in ogni caso senza alcun rapporto con le esigenze e le necessità dei cittadini.

Questo sistema abnorme è la repubblica italiana, e su questo modello corrotto si sta conformando la società.

La repubblica è l'origine dei mali d'Italia.
Con l'avvento della repubblica - sponsorizzata dal CLN, il germe iniziale della partitocrazia - i partiti hanno subito occupato lo Stato e le istituzioni.
Poi la repubblica trasformata in regime ha occupato piano piano tutto, gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai, i giornali....

In seguto per assicurarsi il controllo del popolo la repubblica ha corrotto la società, il cosiddetto magna-magna dall'interno dei partiti si è spostato a livelli più bassi, verso le periferie e quindi nella società.
Il mercimonio, le sopraffazioni, il clientelismo, le discriminazioni sono evidenti agli italiani.

La corruzione della repubblica è talmente radicale che la questione non si esaurisce scovando, denunciando e mettere in galera i corrotti e ladri.

Non ha senso parlare di questione morale, piuttosto si dovrebbe parlare di declino della repubblica che fa tutt'uno con l'occupazione dello Stato da parte dei partiti, fa tutt'uno con la guerra tra le istituzioni, fa tutt'uno con la concezione della politica.

La corruzione ed il declino sono il paradigma della repubblica italiana.

sabato, dicembre 20, 2008

In uno stato serio e capace un ministro dovrebbe avere competenze specifiche nell’ambito del dicastero od almeno dovrebbe essere un leader di una corrente oppure vantare un peso elettorale.
Invece in questa repubblica dove i partiti sono comitati d'affari, con una legge elettorale senza preferenza dove i candidati sono scelti dalla nomenklatura dei partiti, le cose sono cambiate in peggio.

Ad esempio nei ministeri della giustizia, istruzione e pari opportunità possiamo parlare di competenza?
Ed inoltre non viene il dubbio che molti parlamentari sono semplici esecutori del governo e senza nessuna autonomia decisionale?
Ormai in questa repubblica l’etica e il buon senso sono diventate virtù sconosciute, piuttosto registriamo scarsa competenza e capacità dei politici, la Politica invece che basarsi su alti principi ed ideali è diventato un lavoro per arricchirsi.
Dov'è andato a finire lo spirito di abnegazione e servizio al Paese?
Quante persone in questo governo sono competenti nella materia e hanno un’ etica politica immacolata ?

C'è modo di uscire da questo circuito nel quale si diventa complici di questo declino repubblicano?

Destano sconcerto gli avvenimenti politici - giudiziari in Campania, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Toscana, dalle quali si evince che Tangentopoli non è finita.

Io però non mi meraviglio che questi fatti accadano, anzi mi stupisce chi lo si scopra solo adesso, la novità è che finalmente anche la sinistra è coinvolta, la quale finora era riuscita arrogantemente a considerarsi la parte politica migliore.

La politica a tutti i livelli è malata, come la pubblica amministrazione, la magistratura, l’imprenditoria, i sindacati .... tutte le istituzioni.

D’altronde si vive sulla propria pelle la corruzione, il clientelismo, l’inefficienza di uno stato completamente da abbandonare e da rifare.
Ad esempio te ne accorgi quando vedi i lavori pubblici realizzati, fatti male e già disastrati appena finiti, te ne accorgi come vengono sprecati i soldi pubblici. Tangentopoli è anche il dover fare i conti con una burocrazia che soffoca i cittadini, Tangentopoli è l’ignoranza e l’incapacità degli amministratori e dei politici oppure quando capisci che le forze dell’ordine fanno finta di non vedere ciò che invece tutti vedono.

La corruzione è talmente radicata che regola il funzionamento della repubblica, ed in questa situazione tutti devono pagare il pizzo allo stato per ottenere i propri giusti diritti od interessi.

La bufera giudiziaria che ruota attorno alla figura di Alfredo Romeo non si ferma a Napoli e travolge molti politici. Infatti Romeo, si è avvalso di amicizie politiche bipartisan. Arrestato all’epoca di Mani Pulite, uscì dal carcere dopo pochi giorni accusando i politici dell’epoca di avergli estorto del denaro, venne condannato in appello con l’accusa di corruzione a 2 anni e sei mesi. La sentenza però non è mai stata definitiva e nel 2000 è stata prescritta in Cassazione.

La Romeo Immobiliare era diventato snodo fondamentale degli appalti non solo a Napoli ma in molte città come Milano, Venezia, Roma.
Come hanno accertato gli inquirenti, il gruppo Romeo ha una rete di relazioni molto capillare, arrivando anche alla manutenzione del Quirinale, del Senato e del ministero dell’Economia.
lastampa

Ora se addirittura la manutenzione del Quirinale – tra l'altro i costi della gestione del palazzo presidenziale sono top secret - è affidata ad imprenditori accusati di corruzione, mi fa pensare ad una battuta sgradevole ma che rappresenta l'oligarchia di questa repubblica : il più pulito ha la rogna.

Fino a quando gli italiani sopporteranno tutto questo?

venerdì, dicembre 05, 2008


Stiamo assistendo in questi giorni ad un altro episodio non certo esaltante della repubblica italiana, adesso è il momento della Giustizia dare prova dello scompaginamento delle istituzioni.

Da tempo si sa che la Magistratura non funziona come dovrebbe, concorsi farsa per reclutare i nuovi magistrati, inchieste ad orologeria per eliminare personaggi scomodi, cortocircuito tra la Politica e Magistratura, adesso il caso "Why not" certifica quanto la Giustizia sia arrivata allo sbando.
Dopo aver assitito alla lotta tra Politica e Magistratura giungiamo alla lotta tra magistrature (Salerno e Catanzaro) e addirittura all'interno del CSM.

La guerra tra magistrati è talmente andata fuori dai canali istituzionali che, con un'iniziativa senza precedenti, il presidente della repubblica ha chiesto gli atti dell'inchiesta e si appresta a un intervento censorio fortissimo in qualità di presidente del Csm.
Lo stesso Csm è nella bufera, perché avvallò l'operato della procura di Catanzaro, trasferendo De Magistris, ed è quindi moralmente corresponsabile della chiusura della sua inchiesta che oggi la Procura di salerno considera fraudolenta (tanto che Nicola Mancino, vicepresidente del Csm oggi ha minacciato le dimissioni).

Come se non bastasse cossiga non approva l'azione di napolitano, e non è la prima volta che ci siano polemiche tra presidenti della repubblica .
Cossiga ha affermato :

Ho grande rispetto e nutro un'antica amicizia nei confronti di Giorgio Napolitano, come politico e capo dello Stato, e, cosa che conta molto di più, come persona. Ho molto meno rispetto e stima per una parte della magistratura ordinaria e per il Consiglio superiore della magistratura, strana istituzione che dobbiamo alla poca esperienza istituzionale democratica dei cattolici dell'Assemblea Costituente contro la volontà del Pci; e non ne ho nessuno, salvo qualche eccezione, per l'Associazione nazionale magistrati. Percio' forse diro' cose che non sembreranno coerenti con la mia linea''.
Lo scrive in una nota il senatore a vita Francesco Cossiga, parlando della guerra delle Procure tra Catanzaro e Salerno, alla luce della preoccupazione espressa dal capo dello Stato sul caso De Magistris.
Il presidente emerito della Repubblica sottolinea che nè il Colle, nè il Csm 'sono competenti a occuparsi di queste vicende.
Continua Cossiga: ''Comprendo tutta la gravità di quanto sta avvenendo negli uffici giudiziari, o per essere più esatti, negli uffici delle Procure della Calabria e di Salerno: una guerra che da un certo punto di vista è una garanzia per gli spazi di libertà dei cittadini!
Certo -avverte- ciò puo' avvenire solo in Italia a causa della Repubblica dei procuratori: non in Francia, negli Stati Uniti, nel Bund e nei Lander germanici, poichè in quei Paesi le procure sono gerarchizzate e vi è un Procuratore Generale che mantiene l'ordine! Ma in Italia non è cosi'! E i magistrati inquirenti hanno lo stesso status dei magistrati giudicanti''.
ilsole24ore

Inoltre ricordo l'intervista dell'ex GIP di Milano Clementina Forleo, che come De Magistris stava indagando su politici (il caso Unipol), la quale sul corriere della sera ha dichiarato:
Fino a Tangentopoli, e fino a qualche anno fa, il problema era dell’indipendenza della magistratura dal potere politico, adesso è dell’indipendenza del magistrato rispetto alla magistratura.
Il singolo magistrato che non si vuole allineare, non si vuole schierare, vuole essere libero, finisce per pagare i suoi errori. E li paga cari [...] Si sono toccati i fili che fanno morire. Perché fino a quando s’era attaccato il nemico della magistratura, il nemico di destra, era andato tutto bene. Avevo avuto la solidarietà. La magistratura era stata compatta nel proteggere il giudice Forleo. Poi, quando spunteranno caimani d’altro colore, tutti si dilegueranno
ilcorrieredellasera

A questo punto si giunge alla convinzione che anche la magistratura è delegittimata, altro che indipendenza della magistratura, altro che mani pulite.
In questa repubblica non si salva nulla.

Tutti le istituzioni repubblicane sono delegittimate o lottano tra di loro, fattori che mettono in pericolo addirittura la democrazia e la libertà del nostro Paese.
Di fronte a tutto ciò sono sempre più convito che l'Italia potrà, forse, risorgere solo dopo la fine di questo regime oligarchico repubblicano.

martedì, dicembre 02, 2008

Non posso che condividere il discorso del presidente della repubblica quando recentemente a Napoli ha affermato che Occorre reagire all'impoverimento morale della politica.

Da decenni la situazione del nostro paese continua a peggiorare, ad una crisi politica sociale - tangentopoli, partitocrazia, corruzione ... - ora si aggiunge una profonda crisi finanziaria che sta minando le basi dell'economia reale.

Rivolgendosi agli amministratori di tutto il Mezzogiorno napolitano ha detto che si deve fare autocritica e un'autoriflessione sulla amministrazione della cosa pubblica e che l'impoverimento culturale e morale della politica è sotto gli occhi di tutti

Visto che napolitano si è sempre occupato di politica, sbaglio se penso che il monito sia indirizzato anche a lui ?

Purtroppo la classe politica che ha causato la decadenza del nostro paese invece di chiedere scusa e di dimettersi continua ad occupare le poltrone che contano.
Ascoltando i politici si ha l'impressione che loro non abbiamo mai avuto responsabilità e che si trovino al parlamento quasi per caso.

Dopo più di 60 anni di repubblica l'Italia è peggiorata.
Di chi è la colpa ?



Il monito di Napolitano: «Occorre reagire all'impoverimento morale della politica»
Il Mezzogiorno deve fare «autocritica e un'autoriflessione» sulla amministrazione della cosa pubblica

NAPOLI - Bisogna assolutamente reagire a un fenomeno che si è fatto sempre più pesante di «impoverimento culturale e morale della politica che è sotto gli occhi di tutti. Si fa enorme fatica a dirlo e a reagire», ha detto Giorgio Napolitano alla Fondazione Mezzogiorno Europa a Napoli. Con queste parole il presidente della Repubblica ha spiegato, più apertamente il senso dei richiami rivolti lunedì e martedì agli amministratori di tutto il Mezzogiorno a procedere ad un profondo rinnovamento e allo stesso tempo a fare una riflessione autocritica sul modo di amministrare la cosa pubblica. «Questa e altre fondazioni - ha detto - hanno assoluta necessità di ripensare il rapporto cultura-politica e di reagire a fenomeni sempre più pesanti e niente affatto nuovi. Io lo scrissi nella conclusione provvisoria della mia autobiografia politica (nel 2005, ndr) parlando di impoverimento culturale e morale della politica, fenomeno che è sotto gli occhi di tutti. Si fa enorme fatica a dirlo e a reagire».

continua ..
ilcorrieredellasera

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