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domenica, marzo 29, 2009

La repubblica italiana continua ad accumulare rimproveri da parte della Unione Europea.

Questa volta il consiglio d’Europa bacchetta l’Italia per le lungaggine dei processi e d'altronde chiunque sa quanto i processi in Italia siano lenti.
Il Consiglio d’Europa ci chiede ufficialmente di risolvere questo problema, chiedendo di adottare le necessarie misure per accelerare i processi civili, penali e amministrativi.

E' anche giusto ricordare che la Banca Mondiale aveva stilato una classifica (rapporto Doing Business), nella quale l'Italia si trova al 156.mo posto su 181 paesi, dietro a paesi come Angola, Gabon, Guinea.

Il problema non è la mancanza di leggi (ce ne sono troppe) ma renderle efficaci e farle rispettare. Basta pensare a tutte quelle leggi che poi si sono rivelate inutili.

Piuttosto c'è bisogno di uno stato in grado di risolvere i problemi degli italiani e di una classe politica diversa da quella attuale.

Come si può pensare che lo stesso sistema che ha distrutto il funzionamento della Giustizia possa adottare misure ad hoc per ridurre l’elevato numero di cause pendenti?


ROMA (26 marzo) - Per la lentezza dei processi, l'Italia è al 156.mo posto su 181 paesi presi in considerazione dalla Banca Mondiale: nella graduatoria viene dopo Angola, Gabon, Guinea e Sao Tomè e precede Gibuti, Liberia, Sri Lanka e Trinidad. Il dato ha suscitato lo sconcerto maggiore alla fine dello scorso gennaio in occasione dell'apertura dell'Anno Giudiziario e giustifica gli allarmi - l'ultimo dei quali è di oggi - lanciati a ripetizione dal Consiglio d'Europa.

Nel descrivere le cifre del disastro della Giustizia, il primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone spiegò che la classifica internazionale più attendibile sui tempi dei processi non era da ricercare in studi giuridici ma proprio nel rapporto Doing Business che la World Bank stila per fornire indicazioni alle imprese sui Paesi in cui è più vantaggioso investire.

In Italia - stando allo studio - un processo civile dura in media 1.210 giorni; in Germania, che è al nono posto, 394 giorni. La Francia è al decimo con 331 giorni; Il Regno Unito al 24/mo con 404 giorni;la Spagna al 54/mo con 515 giorni.

Nel sud Italia ancora più lenti - Nel Nord Ovest una causa di lavoro dura (in primo grado) 369 giorni, nel Nord Est 609, nel Centro 591 e nel Sud 1031.

Indennizzi - Nel 2008 sono costati più 32 milioni di euro all'erario dello Stato i risarcimenti ai cittadini per la lentezza dei processi, in base alla legge Pinto.

Napoli capitale dei ritardi, Brescia vurtuosa - Il capoluogo campano conduce la classifica dei tribunali più lenti: 11 mila le richieste di 'indennizzò. Segue Roma con 3992, Potenza con 2149, Venezia con 1474, Salerno e Firenze con 1100, Catanzaro con 894, Genova con 793, Catania con 694, Ancona con 666, Milano con 661. Brescia - 'fanalino di cosà in positivo con 561.

Durata media processo in Cassazione - È di 1.140 giorni nel settore civile, 990 se dal calcolo si escludono le cause fiscali. Nel penale si aspettano 266 giorni.

Ricorsi alla Corte Europea per i diritti umani - Dai dati forniti alla fine di gennaio dal presidente, Jean Paul, per l'Italia le cause pendenti sono 4.200 (2.600 relative ai processi-lumaca) contro le 2.500 della Germania e le 1.289 della Gran Bretagna. Nel 2008 la lentezza dei processi è stata la causa di 51 delle 82 condanne inflitte dalla Corte all'Italia.

Ogni giorno rinviati 7 processi su dieci - Il dato, emerso da un rapporto sul processo penale pubblicato nel settembre scorso dall' Eurispes, si riferisce ai motivi più vari: assenza del giudice titolare (12,4%), notifica all'imputato omessa o sbagliata (9,4), problemi tecnico-logistici (6,8), esigenze difensive (6,6), assenza del difensore
ilmessaggero

giovedì, marzo 26, 2009


Con l'entrata in scena del "Movimento per la sinistra", a capo del governatore Vendola, e del "Io Sud", di Adriana Poli Bortone, presto la regione puglia aumenterà il numero di gruppi consiliari, ben 22, un record assoluto per la repubblica italiana.

E questo non basta, perchè si deve aggiungere che otto di questi consiglieri rappresentano solo se stessi.

Questa moltiplicazione delle poltrone avviene per non rinunciare alla lauta indennità intascata da chi veste i panni di capogruppo. In puglia lo stipendio di un capogruppo ammonta a 11mila 237 euro a cui vanno ad aggiungersi rimborsi per 6mila 266 euro.

Nessuno che protesta, nessuna opposizione.
I politici, da veri attori, eseguono il copione che consiste nel far finta davanti alla telecamere di litigare tra loro o di impegnarsi per il bene comune ma quando ci sono di mezzo i loro interessi sono tutti uguali : Ladri!

Neanche in periodo di crisi la casta dei politici è in grado di mettere un freno all'appetito insaziabile di arricchirsi.

L'oligarchia repubblicana non ha limite.
Italiani reagiamo, mandiamoli a casa tutti !!

Gruppi regionali, record nazionale
Sono 21, in arrivo quello della Poli. E otto hanno un solo consigliere

La Puglia allunga il passo. E al diavolo chi punta l´indice sulla casta cinica e bara. Tra le regioni italiane già era quella che aveva il maggior numero di gruppi consiliari: 20. Da martedì, sono 21. Un primato assoluto. Entra in scena il Movimento per la sinistra che fa capo al governatore Vendola e che può contare su quattro consiglieri, compresi lo stesso presidente e l´assessore all´Ecologia Losappio. Il nuovo capogruppo di Rifondazione comunista invece è Pietro Manni, che sarà affiancato da Pietro Mita.

Ma la performance potrebbe addirittura essere ancora migliorata giacché da un momento all´altro vedrebbe la luce il gruppo numero 22: "Io Sud", di Adriana Poli Bortone, che ingaggerebbe due esponenti del Misto, Salinari e Tagliente, e dal Pd, recluterebbe il riformista Stefàno.

Sarà difficile, se non impossibile, fare meglio per le regioni dirette inseguitrici: il Lazio, dove di gruppi ne allineano 19; la Lombardia e il Piemonte, che si fermano tutte e due a 18.
Anche se il record in salsa pugliese potrebbe essere facilmente cancellato qualora le ragioni del portafoglio seguissero quelle politiche. Ma non accadrà che i gruppi si riducano a 9, quanti dovrebbero essere nel caso in cui Pdl e Pd stabilissero di esorcizzare gli inganni. La Puglia precipiterebbe, virtuosamente, al penultimo posto in classifica: preceduta dalla Valle d´Aosta (7), ma prima della provincia autonoma di Bolzano, del Friuli Venezia Giulia, dell´Umbria e della Toscana (10).

Succede piuttosto che il principale partito di centrodestra è diviso in sette gruppi (An, Fi, Democrazia cristiana, Movimento per l´autonomia, Puglia prima di tutto, Nuovo Psi, Udeur) e i Democratici, in cinque (Ds, Margherita, Psdi, Socialisti autonomisti, Primavera pugliese).
Così come è bizzarro che dei 21 gruppi schierati al nastro di partenza, otto sono di consiglieri che rappresentano solo se stessi. E quattro addirittura, non esistono più da quando nel 2005 erano state celebrate le elezioni regionali: il Psdi (Cioce passa al Pd), la Primavera pugliese di Enzo Divella (Giampaolo traghetta nell´Udc e Pentassuglia nel Pd), l´Italia dei valori (Bonasora gioca con la maglia del Pd), i Verdi (Lomelo è assessore alla Pubblica istruzione).


Ma tant´è: la nave va. Qual è il trucco? Non rinunciare alla lauta indennità intascata da chi veste i panni di capogruppo, perfino se c´è il capo, ma non il gruppo. Da queste parti ammonta a 11mila 237 euro: 4mila 971 è il netto, a cui vanno ad aggiungersi rimborsi per 6mila 266 euro. Se i generali senza esercito dovessero recitare esclusivamente il ruolo di soldati semplici, si fermerebbero a quota 10mila 432 euro: 805 in meno.

Dunque, la paura (d´impoverirsi) fa 21. E´, questo, l´ultimo miglior risultato che salta fuori. Nella gara a proposito della composizione dei consigli regionali, il tacco d´Italia non era riuscito ad andare al di là del terzo posto con settanta uomini politici eletti dal popolo sovrano, uno ogni 58mila abitanti. Nel Lazio, che di consiglieri ne ha 71, sono uno ogni 74mila. E in Lombardia (80) sono uno ogni 118mila.

larepubblica

mercoledì, marzo 18, 2009




Il 18 marzo del 1983 si spegneva in una clinica di Ginevra, dopo una lunga malattia, Sua Maestà Umberto II di Savoia, Re d'Italia.
Aveva 78 anni di cui 37 passati in esilio.

Ricordiamo che a dare la notizia ufficiale della morte del Re fu il Ministro della Real Casa Falcone Lucifero, il quale precisò che l'ultima parola pronunciata dal Sovrano fu: "Italia".

PS.
Alla repubblica italiana rimarrà per sempre la vergogna di aver lasciato morire Sua Maestà Umberto in esilio.

martedì, marzo 17, 2009

Lo scandalo del premio grinzane cavour illustra, in maniera esemplare, quanto la repubblica italiana sia una oligarchia corrotta.

Anche se è difficile avere fiducia nei confronti della Giustizia, bisogna attendere il lavoro svolto dalla magistratura per conoscere la verità.
Vedremo se si effettueranno le necessarie verifiche a tutte le associazioni ed enti che operano nel campo culturale e dell’enogastronomia che hanno ricevuto contributi da parte degli enti pubblici.
Nel frattempo sembra che il presidente del premio grinzane abbia già ammesso molte accuse e sono state avviate le rogatorie internazionali per ricostruire i flussi di denaro e per trovare il tesoro di Giuliano Soria.

Credo comunque che la politica non possa scaricare sui dirigenti la responsabilità dei controlli sui fondi pubblici.
Lo scandalo del primio grinzane apre uno squarcio inquietudine sulla incapacità o complicità della classe politica, non c'è stato nessun controllo dei fondi pubblici.

Il fatto che ci troviamo di fronte ad un meccanismo totalmente discrezionale nell’erogazione delle risorse lascia sgomenti e dimostra quanto siano corrotta le istituzioni dello stato repubblicano.
Se lo stato non è capace di controllare come sono utilizzati i soldi pubblici chissà quanti altri casi del genere esistono in questa repubblica.

Inoltre si scopre che la corruzione non risparmia nemmeno la Cultura, con il risultato finale che il premio grinzane cavour è finito.

Da quello che si intravede dalle prime dichiarazioni la politica si nasconde dietro il paravento della burocrazia e scarica tutta la colpa solo sul signor soria.
A questo punto una domanda: Chi doveva fare i controlli sul presidente dell’associazione Premio Grinzane di Cavour che da 28 anni riceve cospicui finanziamenti pubblici?

Come sempre succede in questa repubblica, quando c'è il momento di trovare un colpevole non lo si trova mai, il termine "responsabile" è sparito dal vocabolario.

Sta di fatto che gli sprechi e privilegi della classe politica e delle istituzioni continuano a perpetuarsi e non temono sosta neanche di fronte alla grave crisi economica che mette in difficoltà i cittadini.

lunedì, marzo 16, 2009


Anniversario dell'Unità d'Italia

Il 17 marzo è l'anniversario dell'Unità d'Italia.

La Festa dell'Italia!!

Il 17 marzo 1861, il primo atto del nuovo Parlamento Italiano fu la proclamazione del Regno d'Italia, con capitale a Torino.

In seguito alla votazione unanime del Parlamento, Re Vittorio Emanuele II assunse per sè ed i suoi discendenti il titolo di "Re d'Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione".

sabato, marzo 14, 2009


In Nepal re Gyanendra forse fece degli errori ma non era un dittatore come invece lo è il primo ministro Pushpa Kamal Dahal, conosciuto con il nome di Compagno Prachanda e leader dei maoisti.
I maoisti, dopo aver imposto con armi e violenza la repubblica, adesso per "rieducare" i nepalesi sono arrivati addirittura a sequestrare interi villaggi e scolaresche.

In una repubblica, dove manca un capo di stato con la forza di non subire le spinte della classe politica, succede che le forze politiche non democratiche ed autoritarie riescano ad occupare tutti i gangli dello stato.
Infatti non è un caso che gli stati dittatoriali sono appunto delle repubbliche : la Cina è una repubblica, come Cuba, Corea del Nord, Libia, Russia, Sudan, Afghanistan, Iraq, Iran ... e Nepal.

La nuova repubblica nepalese non è il frutto di una maturazione popolare dopo un processo politico e democratico.
Il destino della repubblica era già chiaro in quanto in mano ai maoisti che considerano la repubblica popolare cinese un esempio da seguire ed adesso il Nepal è passato alla sfera di influenza cinese.

Alla repubblica cinese dava fastidio che vicino ci fosse una monarchia e per di più uno stato amico e simile al Tibet.
Infatti re Gyanendra e Dalai Lama sono sovrani legati alla religione ed inoltre per la Cina il Regno del Nepal era una via di fuga per i dissidenti tibetani.
Per questi motivi si può considerare la repubblica nepalese una creazione della Cina.
Ed ecco che a Kathmandu la polizia ha impedito manifestazioni per commemorare i 50 anni dalla rivolta dei tibetani contro la dominazione cinese.

Inoltre penso che una delle maggiori colpe degli Stati Uniti sia stata quella di non aver aiutato la monarchia nepalese.
Anche in questo caso hanno vinto gli interessi finanziari rispetto ai principi, l'importante è entrare nel mercato cinese, i diritti umani e la democrazia sono secondari al business.

NEPAL - TIBET - CINA
Come vuole la Cina, il Nepal schiera la polizia per impedire proteste pacifiche

Massiccia presenza di polizia in tenuta antisommossa, a controllare persino i templi dove i buddisti tibetani pregano. La testimonianza di chi è in esilio da oltre 40 anni.

Kathmandu (AsiaNews) – Un fitto schieramento di polizia ha impedito ieri manifestazioni per commemorare i 50 anni dalla rivolta dei tibetani contro la dominazione cinese, il 10 marzo 1959. A Kathmandu numerosi monaci e suore tibetane si sono riuniti in preghiera nei templi, sin dalla mattina presto. Appena alcune decine di giovani hanno iniziato a urlare slogan anticinesi, fuori del monastero di Buddha, la polizia li ha portati via con furgoni, con l’accusa d voler istigare attività anticinesi. Comunque sono stati rilasciati dopo alcuni minuti.

Il governo maoista del Nepal ha assicurato a Pechino di impedire proteste in tale giorno. Intorno all’ambasciata cinese a Baluwatar e all’ufficio visti a Hattisar, sempre a Kathmandu, è stato schierato un cordone di polizia in tenuta antisommossa. Nelle zone il traffico era stato limitato già dal 9 marzo. Nel Paese risiedono almeno 14mila profughi tibetani e nel 2008 ci sono state numerose nutrite proteste di piazza contro la Cina, in protesta per la repressione in atto in Tibet. In risposta, la polizia ha arrestato centinaia di persone che manifestavano, anche in modo pacifico., spesso suscitando critiche internazionali.

Gendu Sherpa, tibetana di 75 anni che insieme ad altri ha pregato ieri, ha detto ad AsiaNews che “sono in esilio da quando avevo 32 anni. Forse Dio mi dirà che morirò nella mia terra natale, quando il Tibet sarà libero… Pochi tibetani sono a Kathmandu ora, gli altri si sono diretti verso il Tibet per commemorare l’anniversario”.

Il giorno prima, 9 marzo, oltre 140 tibetani sono stati arrestai al confine tra Nepal e Cina mentre cercavano di passarlo di nascosto.

asianews

Re Umberto I

Il 14 marzo 1844 nasceva a Torino suo figlio, Umberto di Savoia, futuro secondo Re d’Italia col nome di Umberto I.

Fu re d'Italia dal 1878 al 1900.
All'epoca venne soprannominato il Re Buono per l'impegno dimostrato nel fronteggiare sciagure nazionali, come la grave epidemia di colera a Napoli del 1884.

Re Vittorio Emanuele II

Il 14 marzo 1820 nasceva a Torino Vittorio Emanuele di Savoia-Carignano, figlio primogenito di Carlo Alberto di Savoia-Carignano e di Maria Teresa d'Asburgo Lorena.

Fu principe di Piemonte, duca di Savoia e re di Sardegna dal 1849 al 1861 e Re d'Italia dal 1861 al 1878.

Il compimento dell'unificazione italiana gli procurò l'appellativo di Padre della Patria.

mercoledì, marzo 11, 2009


Nel 50° anniversario della prima rivolta contro il regime comunista, il Dalai Lama ha protestato contro la repubblica popolare cinese che l'accusa di aver portato l’inferno sulla terra nel Tibet.
In internet, il Dalai Lama ha chiesto un’autonomia legittima e significativa per il Tibet, non una piena indipendenza, ma certamente un’ampia sfera di libertà.
Quindi ha accusato la repubblica cinese di per aver provocato la morte di centinaia di migliaia di tibetani.

La repubblica cinese ha risposto immediatamente alle accuse, affermando di non voler commentare le menzogne del Dalai Lama.

Intanto ieri più di cento monaci del monastero tibetano di An Tuo, nella provincia cinese di Qinghai, sono stati arrestati dopo una manifestazione tenuta in occasione del capodanno tibetano, celebrato il 25 febbraio , mentre il presidente cinese Hu Jintao ha esortato i funzionari tibetani a erigere una nuova Grande muraglia contro il separatismo.

Dopo le aperture al mercato in Cina si fondono il peggio del comunismo e del capitalismo, in una cultura di sopraffazione e violenza la repubblica cinese continua ad essere una dittatura in violazione dei più elementari diritti umani.

martedì, marzo 10, 2009


Barack Obama ha firmato un ordine esecutivo che pone fine al blocco dei finanziamenti federali a favore della ricerca sulle cellule staminali embrionali, in netto contrasto all’attività legislativa di George W. Bush.
Il neo-inquilino della Casa Bianca afferma di aver agito per alleviare la sofferenza umana, criticando apertamente quella che finora è stata la falsa necessità del governo di dove operare una scelta tra scienza e morale.

Obama criticando duramente le scelte di Bush secondo me mette in luce un limite della repubblica, soprattutto se presidenziale, e cioè il fatto che il passaggio da un presidente ad un altro non è lineare, più che continuità c'è discontinuità che alimenta l'odio tra presidenti.
Ora mentre all'interno di uno stato lo scontro politico è inevitabile tra un capo di governo ed un altro, questo diventa un problema se lo scontro esiste tra il nuovo capo di stato e quello precedente, come appunto registriamo negli USA.

Lasciando da parte la Scienza e la Morale, io invece considero il provvedimento, più che tenere fede ad una promessa elettorale, una cambiale pagata da Obama verso la potente lobby che sostiene la ricerca sulle cellule staminali embrionali, la quale a suo tempo lo aveva finanziato per le elezioni presidenziali.
Insomma più che una convinzione politica, l'ordine esecutivo emanato da Obama è un ricambio di favore tra il neo presidente della repubblica USA e coloro che lo hanno aiutato a vincere le elezioni.
Posso sbagliare, ma io ho l'impressione che Obama sia più che altro un esecutore di ordini fatti da altri.

Vedremo in futuro come il dibattito sulle cellule staminali e la Medicina si svilupperà.

domenica, marzo 08, 2009


All'interno delle istituzioni repubblicane ci sono fenomeni scorretti e spiacevoli che limitano addirittura la democrazia nel nostro Paese, come ad esempio la corruzione e privilegi, ed infatti la classe politica è considerata una casta lontana dalle esigenze e problemi della popolazione.

Tra questi fenomeni c'è anche quello dei pianisti, cioè quei palamentari che votano anche per i colleghi assenti falsificando in questo modo i risultati della votazione alla Camera ed al Senato.

Per contrastare questo comportamento, alla Camera si è deciso di utilizzare un nuovo voto elettronico che si basa sul rilevamento delle impronte digitali dei parlamentari al momento della votazione.

Diciamo una cosa. Solo in uno stato profondamente corrotto nasce l'esigenza di installare sistemi elettronici del genere.
Evidentemente questo dimostra l'assoluta incapacità della classe politica di auto regolarsi e di rispettare i principi morali e comportamenti che invece dovrebbero essere sempre rispettati dalle istituzioni.

Inoltre si deve sottolineare il Costo dell'operazione: 450.000 euro.
Oltre al danno anche la beffa: oltre ai già alti costi della classe politica e delle istituzioni (diventata una oligarchia) adesso gli italiani dovranno pagare l'immoralità dei parlamentare al momento del voto.
Questi deputati li eleggiamo, li paghiamo e dobbiamo pure controllare se fanno il loro mestiere e se le votazioni in aula sono corrette.

Un'altra anomalia. Infatti l’adesione al nuovo sistema di votazione è volontaria e ad oggi sono 19 i parlamentari che hanno rifiutato l’utilizzo del nuovo sistema e un altro centinaio non si è ancora espresso.
Per cercare di garantire trasparenza gli italiani devono pagare il costo di questo sistema ma i parlamentari possono decidere se usarlo oppure no.
A questo punto se tutti i parlamentari rifiutassero di utilizzarlo (come potrebbero) 450.00o euro diventerebbero inutili.
Incredibile!

Questo sistema di registrazione di voto entrerà in funzione dal 10 marzo solamente alla Camera e quindi molto probabilmente al Senato continueranno le irregolarità di voto.
Dal 10 marzo 2009 i voti saranno corretti solo alla Camera mentre al Senato no.

Inoltre questo sistema applicato solo alla Camera contrasta la stessa costituzione, nella quale invece si parla della assoluta simmetria tra la Camera e Senato.
Il caos repubblicano continua...

giovedì, marzo 05, 2009


In base ad un sondaggio la maggior parte degli svedesi sono favorevoli alla continuazione della monarchia nel loro paese, 74 per cento degli intervistati vogliono la monarchica, mentre solo il 15 per cento è contrario.

Il sessantaduenne Carl XVI Gustaf divenne re nel settembre 1973, alla morte di suo nonno, il re Gustavo VI Adolf.
Nel 1975, molte competenze della monarchia costituzionale sono state trasferite al governo svedese.
Come in molti altri paesi europei, la famiglia reale conserva ancora il suo titolo e svolge funzioni cerimoniali.

In Svezia nel gennaio 1980, è entrato in vigore una nuova legge sulla successione che consente al primo figlio di un sovrano di ereditare il trono, indipendentemente dal genere.
La Principessa Reale Victoria erediterà il trono, invece del suo fratello minore, Carl Philip.

Il mese scorso, la 31enne Victoria si è fidanzata al 35enne Daniel Westling, proprietario di una serie di palestre, ed ha dichiarato che "Il re ed il governo hanno dato il loro consenso al nostro matrimonio, il quale è previsto per la primavera o all'inizio dell'estate 2010."

I risultati del sondaggio:
In Svezia preferite la monarchia o la repubblica?
Favorevoli 74%

Contrari 15%
Non so 11%

PS.
In Italia il regime repubblicano impone ai giornali e televisioni di nascondere i sondaggi quando sono favorevoli alla monarchia.





angus-reid

mercoledì, marzo 04, 2009


I monarchici georgiani vogliono un referendum per ripristinare la monarchia. La dichiarazione è stata fatta al terzo congresso nazionale dell'Unione dei Nobili e Aderenti e del Movimento monarchico della Corona dello Zar.

Il congresso ha discusso sul referendum per spingere l'opinione pubblica verso il ripristino della monarchia costituzionale.

Secondo il leader della Corona dello Zar, Iya Bagration Muhranskaya, è il popolo che deve decidere se ripristinare la monarchia.
Ha poi aggiunto : "Il popolo georgiano ha bisogno di una persona che ci unisce. Il nostro motto è: 'Lingua, Patria, Fede e il Re'".

Il Patriarca georgiano Ilia II aveva invitato la Corona dello Tsar a rafforzare l'idea monarchica nel paese.


Georgian nobles want a referendum to restore the monarchy. The statement was made at the third national congress of the Union of Noblemen and Adherents and Monarchist Movement of the Tsar's Crown.

The congress discussed a referendum to gauge public opinion about reinstating a constitutional monarchy.

According to Tsar's Crown leader Iya Bagration Muhranskaya, the people must decide to restore the monarchy.

"The Georgian people need a person to unite around. Our motto is: 'Language, Fatherland, Faith and the King,'" she said.

Georgian Patriarch Ilia II once called on the Tsar's Crown to strengthen the monarchist idea in the country.

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